
Ci mancavano solo quelli: i padroncini delle bare. Eppure, stando ad un'interrogazione del consigliere comunale di Mendrisio Dominik Hoehle (Lega-UDC-Indipendenti), sono arrivati pure loro. E questo in barba alle norme sanitarie in vigore, che impongono che la sede sociale e commerciale dell'azienda sia situata in Ticino.Ma di recente, in seguito ad un decesso all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio, una ditta italiana si è presentata per il ritiro della salma, ricevendo il certificato di morte. Il giorno seguente un collaboratore di questa ditta si è poi recato presso l'Ufficio controllo abitanti del Comune, ricevendo senza problemi il relativo timbro sull'attestato. La salma è stata poi portata alla Casa San Rocco di Morbio Inferiore e, a funerali avvenuti, al crematorio di Lugano.Sul tragitto verso Lugano, però, la Polizia ha fermato il carro funebre, allertata da un'impresa locale di onoranze funebri. "Gli agenti hanno agito con discrezione lasciando che il funerale si celebrasse senza interventi" ha spiegato al Corriere del Ticino Emiliano Delmenico, vicepresidente dell'Associazione Svizzera Italiana Impresari Onoranze Funebri. "I responsabili della ditta sono stati interrogati dopo la conclusione della cerimonia.""Le aziende che esercitano in suolo ticinese deveono essere situate nel Cantone e essere in possesso di un'autorizzazione dell'Ufficio della sanità" ha aggiunto Delmenico. "L'impresa in questione dunque non aveva i permessi necessari per svolgere un funerale."La questione sarebbe stata diversa se la salma fosse stata espatriata. Ma in questo caso tutto è avvenuto su suolo elvetico. "Il paragone con i padroncini sorge spontaneo" ha commentato Delmenico, pur senza voler criticare la famiglia della vittima, per la quale, ovviamente, "la legge che regolamenta le imprese di onoranze funebri è l'ultimo dei pensieri in un momento di lutto."
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