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Mendrisio, dietro le quinte delle Processioni storiche
Mendrisio, dietro le quinte delle Processioni storiche
Mendrisio, dietro le quinte delle Processioni storiche
Redazione
7 anni fa
Il presidente Gabriele Ponti racconta i retroscena delle preparazioni. Oltre 700 figuranti questa sera

Nel magazzino del cortile di San Giovanni fervono i preparativi. Le tuniche per la processione vengono smistate dal responsabile Mario Tettamanti: verranno indossate questa sera dai 700 partecipanti (in gran parte bambini delle scuole del Mendrisiotto), che attraverseranno il Borgo reggendo i tradizionali lampioni. Intanto Gabriele Ponti, alla sua prima processione da presidente, ha accompagnato i colleghi di TeleTicino in Casa Maggi, deposito e officina del trasparente. "È lo scrigno delle processioni storiche di Mendrisio" spiega Ponti. "C'è la sede della Fondazione e del comitato organizzativo e dove vengono custoditi i preziosi trasparenti e i lampioni che poi vengono portati il Venerdì Santo". 

Qui sono depositati 355 lampioni. I più antichi erano di carta fin quando Bagutti verso il 1790 introdusse la tecnica utilizzata per i trasparenti. "Un trasparente è retroilluminato da due candele" sottolinea ancora Ponti. "Ogni anno dobbiamo verificare il loro consumo e la loro altezza poiché la Processione dura più o meno due ore e mezza. Se le candele arrivano troppo in basso, la luce arriva solo in una parte del trasparente e non darebbe l'idea dell'immagine raffigurata"

Ogni lampione ha il suo supporto, ogni supporto ha il suo numero. Tutto è calcolato scrupolosamente. Nel frattempo i volontari trasportano i lampioni del grande prato dietro la chiesa che presto si riempirà di bambini e figuranti. Questi sono i preparativi, ma la lunga tradizione della processione vive i suoi momenti più spiritauli quando cala la notte e si accendono i lampioni.

Il culmine religioso è il passaggio del simulacro del Cristo morto e della Vergine Addolorata, ricoperta da un manto nero con il cuore trafitto da sette spade, come i dolori che dovette patire per essere fedele ai disegni divini di salvezza dell’uomo. In un’aura suggestiva e solenne questo rito si ripete ogni venerdì santo dal 1451.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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