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Mendrisio cerca i cancelli scomparsi "col passaparola"
Mendrisio cerca i cancelli scomparsi "col passaparola"
Mendrisio cerca i cancelli scomparsi "col passaparola"
Redazione
9 anni fa
Caverzasio e Crivelli Barella sul mistero di Palazzo Turconi. "Anche ad Arzo scomparvero delle carpe..."

A Mendrisio è giallo riguardo una scomparsa, ma non si sta parlando di persone, bensì di qualcosa di molto più massiccio: una cancellata.

Tutto ebbe nell'autunno scorso, quando i consiglieri comunali dei Verdi di Mendrisio chiesero conto al Municipio circa la sparizione della cancellata di Palazzo Turconi, sede dell'Accademia di architettura del Magnifico borgo (vedi suggeriti).

La risposta dell'esecutivo di Mendrisio è di ieri e, in sostanza, risponde al quesito dei Verdi esternando la propria perplessità riguardo la faccenda.

Per fugare ogni dubbio il Municipio ho preso contatto con l'Accademia e l'EOC cittadino, ma gli enti hanno fatto sapere che da parte loro non sanno nulla di più in merito.

Sembrerebbe che l'ultima fotografia della cancellata risalga a uno scattato antecedente all'inizio dei lavori di restauro di Villa Turconi.

Per tentare di dipanare l'annosa questione, ci siamo rivolti a Claudia Crivelli Barella, consigliera comunale dei Verdi, e a Daniele Caverzasio, municipale della Lega. L'una per rappresentare coloro che sollevano la questione e l'altro per far le veci del Municipio.

Signor Caverzasio, come agirà il Municipio riguardo la cancellata scomparsa?

"Stiamo parlando di un sedime appartenente all'EOC. Per ora cerchiamo di capire dove sia sparita quella cancellata ma, chiaramente, non possiamo mobilitare una task force: seguiremo come canale principale un passaparola capillare. Abbiamo contattato l'OBV ma la dirigenza non sa nulla in merito e lo stesso vale per l'Accademia, che al momento ha la propria sede a Palazzi Turconi".

Si tratta di un caso isolato oppure i beni architettonici del borgo sono minacciati?

"Direi che la situazione è sotto controllo e non ci troviamo in una condizione allarmante per i beni di Mendrisio (ride ndr). Come è auspicabile abbiamo un occhio di riguardo per i beni architettonici e cerchiamo di mantenere legame con le nostre radici. Può capitare che delle cose spariscano, ricordo la vicenda delle carpe decorative sulla fontana di Arzo che erano state trafugate. Ricordiamo che si tratta di furto in fondo. Fortunatamente si tratta di un caso isolato. Speriamo riappaiano presto ma il problema è che non si ha idea neppure di quando sia avvenuta la sottrazione presunta:  30 anni fa magari"?

Sul giallo di Mendrisio abbiano interpellato anche la rappresentante dei Verdi in Consiglio comunale Claudia Crivelli Berella.

Signora , Crivelli la cancellata di Palazzo Turconi proprio non si trova.

"Come Verdi avemo fatto un'interrogazione in merito. In realtà sono molte le cose sparite: penso ad un magnifico gazebo a Villa Argentina di cui si sono perse le tracce. Ci dispiace che un patrimonio collettivo non sia fruibile dalla popolazione. Spero che ora non si ripeta nuovamente un fatto tanto increscioso. Il ricordo della cancellata, massiccia e maestosa, è ancora presente nella mente di molti cittadini e ora c'è anche la testimonianza orale dell'architetto Botta. Possiamo di sicuro supporre che non sia andata al macero".

Perché interessarsi alla faccenda solamente ora, dopo 30 anni dalla sparizione del cancello?

"30 anni addietro la mentalità era diversa, una volta se una strada veniva fatta passare in mezzo a un paese, tutti accoglievano il fatto con soddisfazione, oggi non è la stessa cosa. Il pensiero comune diffuso durante gli anni '70 e '80 era che l'antico era visto come vecchio e da eliminare anziché da valorizzare. Ora che la modernità si è diffusa, ci rendiamo conto del valore che ha l'antico sotto vari aspetti e di esempi virtuosi in tal senso ce ne sono molti".

Secondo lei, riuscirete a rintracciare il cancello?

"Serve la volontà per portare a compimento con successo le ricerche. Noi staremo sul pezzo e chiederemo conto nuovamente. Speriamo in bene".

Loris D'Agostin

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