Società
Memoria e accoglienza: Locarno avrà il suo Giardino dei Giusti
Red. Online
10.03.2026 17:30

Il luogo commemora diverse personalità distintesi per aver aiutato vittime di guerre, oppressione politica e persecuzione razziale – Il progetto è stato presentato dalla Fondazione Federica Spitzer e dalla Città di Locarno
Un luogo che consolida la vocazione di Locarno e del
Locarnese alla costruzione della pace, alla solidarietà e all’accoglienza di
perseguitati e vittime delle guerre: è questa la vocazione del Giardino dei
Giusti, il cui progetto è stato presentato oggi dalla Fondazione Federica
Spitzer e dalla Città di Locarno. Il Giardino dei Giusti – spiega la Città in una nota odierna
– sarà realizzato all’interno del Parco della Pace e renderà omaggio, con una
targa e degli alberi di ulivo, all’impegno umanitario di donne e uomini comuni
del Locarnese che si sono distinti per aver aiutato persone vittime delle
guerre, dell’oppressione politica, della persecuzione razziale e della
negazione della libertà, anteponendo il valore della solidarietà umana alla
Ragion di Stato.
Presentazione e conferenze
Alla Conferenza stampa di presentazione, tenutasi a Palazzo
Marcacci, erano presenti il sindaco Nicola Pini, il presidente della Fondazione
Federica Spitzer Moreno Bernasconi e Marino Viganò, che ha diretto i lavori
della Commissione per la scelta dei Giusti a cui verrà reso omaggio. Le figure scelte dalla Commissione composta da Marino
Viganò, Rodolfo Huber, Moreno Bernasconi e Diego Erba sono Polia Rusca, Lilly
Volkart, Luigi Lüisin Rusca e Wladimir Rosenbaum. Per illustrare al pubblico la
loro vita e le loro opere, da fine marzo a fine maggio, è prevista una serie di
conferenze. ll Giardino dei Giusti sarà poi inaugurato il 18 settembre nel
pomeriggio al Parco della Pace di Locarno. In serata al PalaCinema, in
collaborazione col Locarno Film Festival, vi sarà una proiezione
cinematografica aperta ai cittadini
In continuità con «l'esprit»
Durante l’incontro Pini ha sottolineato come il Giardino dei
Giusti sia in continuità, incarni e alimenti quello spirito – l’esprit de
Locarno – che con la firma del Patto nel 1925 aveva portato a un decennio di
speranza, pace e fiducia tra Stati e nella cooperazione internazionale. «Uno
spirito che ancora oggi rappresenta un riferimento essenziale per la Città». In
questa prospettiva, Locarno intende non solo custodire la memoria di quella
stagione storica, ma anche tradurne concretamente l’eredità in iniziative
capaci di rafforzare la coscienza civile, il senso di responsabilità collettiva
e l’educazione alla pace. «L’allestimento del Giardino dei Giusti al Parco
della Pace si iscrive pienamente in questo orizzonte e vuole rendere omaggio a
donne e uomini del Locarnese che, pur senza ricoprire ruoli istituzionali,
hanno saputo distinguersi per coraggio morale, solidarietà e rispetto della
dignità umana, aiutando perseguitati e vittime delle guerre, dell’oppressione e
delle discriminazioni».
Un rifugio alla Carità
Un’iniziativa che si pone in continuità non solo con la
commemorazione del centenario della Conferenza di Pace, ma anche con la posa
della targa commemorativa in memoria delle persone che trovarono rifugio nel
Locarnese tra il 1943 e il 1945 e in riconoscenza del personale medico e
infermieristico che se ne occupò alla Carità; targa affissa qualche mese fa
nello stabile DFA/SUPSI, dove sorgeva il vecchio ospedale. Il sindaco ha infine
evidenziato come il Giardino voglia essere non soltanto un luogo della memoria,
ma anche uno spazio vivo di riflessione pubblica e di impegno civile, capace di
ricordare alla cittadinanza che anche nei momenti più oscuri della storia ogni
persona può fare la propria parte nella difesa della libertà, della fratellanza
e della pace.
Bernasconi, dal canto suo, ha evidenziato che la costruzione
della pace parte dal basso. «La storia dei Giusti del Giardino di Locarno,
figure comuni della società civile - eppure fuori del comune per forza morale -
illustra quanto prezioso sia il ruolo di persone, famiglie e comunità di amici
e sodali nei momenti più difficili e bui in cui la guerra e la barbarie
infieriscono e continuano purtroppo ad infierire anche oggi».
Terra di «accueil»
Viganò ha illustrato le profonde, articolate radici del
rifugio, della residenza e dell’asilo nella Confederazione elvetica, attrattiva
nel corso dei secoli perché a lungo estranea ai conflitti, per la sua natura
multiconfessionale e multietnica. Locarno, in particolare, per la prossimità ai
confini, come Lugano e Mendrisio, si trova a essere terra di accueil per
perseguitati per motivi religiosi, renitenti alla leva napoleonica, patrioti
durante il Risorgimento, anarchici, altrove meno tollerati, scrittori e
intellettuali da metà XIX secolo, ebrei e partigiani in fuga dal nazifascismo
dal 1933, profughi dell'invasione sovietica dell'Ungheria del 1956 e del colpo
di stato di Augusto Pinochet in Cile nel 1973. I contributi di Locarno
all'accoglienza dei perseguitati e alla solidarietà con gli ideali di libertà,
si possono dire, senza sopravvalutare, degni di memoria. È parsa perciò
doverosa l'intitolazione del Giardino dei Giusti locarnese a Wladimir
Rosenbaum, Luigi «Lüisin» Rusca, Lilly Volkart e Polia Rusca, quale sintesi
necessaria quanto sufficiente per segnare, visibilmente, il ricordo storico del
loro operato.
Il Giardino dei Giusti di Locarno sarà il secondo ad essere
realizzato in Svizzera, dopo quello allestito nel 2018 a Lugano dalla
Fondazione Federica Spitzer e dalla Città sul Ceresio. La Fondazione Federica
Spitzer (www.fondazionespitzer.ch) ha prodotto, all’indirizzo dei docenti delle
Scuole ticinesi, una piattaforma didattica sulle Vite dei Giusti
(www.levitedeigiusti.ch), piattaforma che dall’autunno ospiterà anche i
Giusti del Giardino di Locarno.
Chi sono i Giusti
Wladimir Rosenbaum (Minsk 1894 - Ascona 1984)
Avvocato e funzionario di origini russo-ebraiche, con la
consorte Aline Valangin-Ducommun acquista a Comologno, in Ticino, la residenza
estiva «La Barca», rifugio di artisti e intellettuali, tra i quali Ernesto
Rossi, Elias Canetti, Jean-Paul Samson, Kurt Tucholsky, Wladimir Vogel, Ignazio
Silone e molti altri ancora.
Luigi Rusca (Locarno 1885 - Locarno 1966)
Imprenditore, dirigente dell’Ospedale «La Carità» di
Locarno, liberale di orientamento radicale supporta il giornale antifascista
«Avanguardia» e soccorre con discrezione, attivamente, esuli politici,
soprattutto nel 1943-45.
Polia Rusca (Cholmetz 1884 - Locarno 1975)
Oftalmologa, nata in Bielorussia, sposata con il medico
locarnese Franchino Rusca, durante il Primo conflitto mondiale 1914-18 opera in
un ospedale da campo della Croce Rossa in Slesia. Dal 1916 a Locarno,
riorganizza l’ospedale, cura bimbi e rifugiati, crea centri di distribuzione di
indumenti, viveri, trasfusioni e promuove corsi di cura nelle valli,
attivandosi per il suffragio femminile e i diritti della donna.
Lilly Volkart (Zurigo 1897 - Ascona 1988)
Attivista sociale, assiste con il Comitato svizzero di
soccorso, dal 1942, nel suo Kinderheim di Ascona per bimbi poveri e
abbandonati, orfani ebrei, e poi nel 1943-45 in una casa sul Monte Verità
bambini profughi dall’Italia.

