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Ticino
Melitta Jalkanen: 'Non ho detto quelle parole'
Redazione
14 anni fa
La consigliera comunale dei Verdi di Lugano prende posizione in merito alle sue dichiarazioni sull'hockey a Lugano

Le dichiarazioni della consigliera comunale dei Verdi di Lugano, Melitta Jalkanen-Keller, secondo la quale l’hockey non sarebbe uno sport adatto a Lugano hanno suscitato molte reazioni. Ecco giungere anche la sua presa di posizione. Ricordiamo che la consigliera aveva criticato il credito di 3,2 milioni di franchi votato dal Consiglio comunale, destinato a rifare gli spogliatoi della Resega. La consigliera ha praticamente detto che si spendono troppi soldi per l’hockey. Ecco quindi la sua presa di posizione: “Gentili Redazioni, non so fino a che punto la questione vi può interessare, ma vi comunico che sono stata avvertita di un articolo su www.ticinonews.ch che mi ha evidentemente citato per sentito dire. Secondo Ticinonews io avrei detto che "l'hockey non appartiene alla nostra tradizione". (non solo secondo Ticinonews, ndr).Inoltre: "Conosco bene la lunga tradizione dell’hockey a Lugano, partita dal Laghetto di Muzzano e da Pambio-Noranco, e la ritengo preziosa per il tessuto sociale e soprattutto per il lavoro con i giovani. Ma come ho detto chiaramente nel mio intervento (il testo lo trovate qui sotto), mi aspetterei che in occasione di interventi su costruzioni e impianti, si sfruttino le tecnologie di oggi per ottenere energia gratuita, riducendo costi e inquinamento".Si continua con: "Attualmente per produrre il ghiaccio si utilizza acqua calda a 60°. Il costo annuale solo per elettricità e gas di Resega e Reseghina è di oltre mezzo milione. Dev’esserci margine di efficienza, di sfruttamento di energie gratuite (penso anche all’acqua di raffreddamento del Centro di Calcolo che è a pochi passi). Le tradizioni sono preziose, ma bisogna saperle rinnovare e adattare alle circostanze, per poter continuare a mantenerle vive. Gli inverni non sono più quelli che erano quando l’hockey è diventato una tradizione ticinese, sul laghetto di Muzzano non si pattina più. In compenso abbiamo tecnologie che permettono di trasformare il sole in energia. Che serve, paradossalmente, anche per produrre ghiaccio".Concludendo: "Le tradizioni sono preziose, le emozioni pure, ma se vogliamo avere in futuro i mezzi per permettere queste eccellenti strutture sportive, dobbiamo usare il denaro pubblico in modo efficiente, sfruttando tutte le risorse a nostra disposizione".Ecco l’intervento di Melitta Jalkanen in Consiglio comunale “Invece a mio parere la Città sta spendendo troppo per uno sport che non è adatto alla nostra posizione sul globo. Come se gli eschimesi volessero praticare il beach volley. Le commissioni ci informano che ad oggi abbiamo speso oltre 35 milioni per la pista di ghiaccio, mettici oltre mezzo milione ogni anno solo per elettricità e gas, e chissà quali altri costi, non in ultimo il costo di sicurezza per contenere i danni causati dai tifosi scalmanati"."Ritengo lo sport molto importante per la salute psicofisica dei cittadini, e fondamentale nello sviluppo dei giovani, ma dubito che gli sport sul ghiaccio siano i più adatti per Lugano. Ormai è difficile tornare indietro, dopo tutto quello che si è speso, in denaro e impegno, ma mi sarei aspettata almeno un po’ di attenzione a soluzioni di risparmio di denaro, energia e acqua. Spero vivamente che siano state vagliate tutte le possibilità di sinergie, con il calore del Centro di Calcolo, con eventuali nuove tecnologie per il ghiaccio, con il recupero di calore dalle acque in uscita"."Non me la sento di votare contro una struttura che favorisce l’attività sportiva dei cittadini, ma mi astengo. Preferirei veder favorire sport magari meno spettacolari ma che sfruttino meglio il potenziale della nostra città (lago, boschi, montagna, clima), più atletica, più podismo, anche più discipline prettamente urbane nuove come lo skate e il parkour, quest’ultimo a costo zero e con un grande potenziale di attrazione tra i giovani".MM

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