
Per la Romantica il "de prufundis" sembra sempre più vicino. La Società ticinese per l'arte e la natura, STAN, ha lanciato un appello al Governo ticinese affinché intervenga per tentare di salvare la storica villa di Melide.Così non sarà. Il Governo ha deciso di non intervenire. I motivi sono da ricercare in un rapporto del giudice emerito Sergio Bianchi, il quale ritiene che un "mero divieto di demolizione di Villa Galli non dovrebbe di principio comportare un'esproprio materiale".In poche parole, anche un divieto di demolizione non per forza significherebbe salvaguardare il bene. D'altro canto il Cantone si sarebbe esposto al rischio di essere chiamato ad un risarcimento molto oneroso. Un punto, quest'ultimo, che però viene messo in dubbio dalla perizia stessa del giudice Bianchi. Citando una sentenza del Tribunale Federale, non c'era la certezza che il Cantone avrebbe dovuto risarcire i proprietari, questo in quanto la restrizione sulla Romantica non ne impediva lo sfruttamento.La STAN ha replicato alla decisione del Governo. La legge, dicono alla STAN, parla chiaro: se un bene è protetto o degno di protezione è esposto al rischio di, tra l'altro, demolizione lo Stato deve poterlo impedire.
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