
L’insegnamento in Ticino resta una posizione attrattiva. A dirlo i dati del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI presentati ieri. Su 210 posti di studio nell’ambito dell’educazione all’insegnamento, le candidature sono state ben 700.
“Numeri importanti – ha ammesso il direttore della SUPSI Franco Gervasoni al Corriere del Ticino – che testimoniano le eccellenti prospettive di lavoro”. Il Bachelor per futuri insegnanti di asilo ed elementari conta 10 ammissioni, tutti cittadini residenti, a fronte di 250 candidature prevalentemente ticinesi: “Cerchiamo di essere selettivi, favorendo chi si è scolarizzato qui”.
‘Prima i nostri’? Fino a un certo punto sì: “L’attenzione per il territorio è molto elevata – ha confermato il direttore del DECS Manuele Bertoli al Corriere – ma a livello di qualità in determinate materie bisogna chiedersi se si preferisce un residente sufficiente o uno straniero ottimo”.
“In italiano i docenti italiani sono più bravi”. La situazione attuale per le scuole medie vede un fabbisogno marcato per matematica, francese e tedesco, mentre per storia le prospettive restano difficili.
Tante candidature, dicevamo, ma un numero chiuso di ammissioni: "Meglio avere la fila fuori dal DFA che fuori dalle scuole, con docenti formati che non trovano lavoro", ha spiegato Bertoli.
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