
Sì agli spazi esterni per i ristoranti, no alla loro riapertura totale. A dirlo ai microfoni della RTS il numero uno dei ministri cantonali della sanità, in vista della seduta mercoledì del Consiglio federale. Sulle dichiarazioni di Lukas Engelberger, i colleghi di Radio3i hanno interpellato il vicepresidente dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino, Nello Broggini che si dice favorevole ad aprire le terrazze ma con molta prudenza.
Sempre prudenti e tendenza alle chiusure
La posizione dell’Ordine dei Medici “è sempre stata sempre quella tendente alla prudenza, più per le chiusure”. Ad ogni modo anche all’interno dell’Ordine “vi sono diverse opinioni, medici che tendono ad aprire e chi tende per una chiusura totale”. L’idea di aprire le terrazze non dispiace a Nello Broggini ma “le condizioni anti-Covid devono essere rispettate”. Distanza, mascherina e disinfezione delle mani sono misure che conosciamo ormai da un anno, ma non sono da dimenticare. “In fin dei conti le terrazze se sono ben gestite permettono di avere queste misure di sicurezza in modo più controllato rispetto alla file che oggi vengono fatte per ritirare il takeaway”, sostiene Broggini.
“È pensabile riaprire le terrazze”
Evidentemente dove ci sono delle terrazze ci sono anche degli assembramenti, “ma questi ci sono anche ora”, sottolinea. I dati stanno decrescendo, sia quelli dei positivi, sia quelli legati alle strutture ospedaliere e per questo motivo secondo Broggini è pensabile riaprire le terrazze, purché venga fatto con controllo. “Quello che ho visto in queste settimane è il non controllo della situazione: non c’è una presenza che ricordi alle persone di rispettare le dovute misure di sicurezza. Sono più pericolosi assembramenti incontrollati, rispetto a una terrazza aperta”, aggiunge.
Ritmo di vaccini? “Troppo lento”
La situazione epidemiologica è in diminuzione e ad oggi, dunque, permetterebbe di andare verso a una riapertura del settore della ristorazione, almeno in parte. “La possibilità di contagio individuale è un po’ diminuita, la popolazione degli ospedali è diventata però più giovane e questo conferma una maggiore aggressività delle varianti”, sostiene. La possibilità che una terza ondata colpisca il Canton Ticino non è perciò da escludere. “È probabile che ci sarà ma questo è determinato dal ritmo di vaccinazione che da noi è troppo lento. Non abbiamo abbastanza vaccini per proseguire con la celerità di altre nazioni, le vaccinazioni sono fondamentali ed è l’unica arma che abbiamo, per questo raccomando a tutti di farsi vaccinare. È un dovere civico che abbiamo verso gli altri”, si appella Nello Broggini.
L’estate e la pseudo normalità
Il vicepresidente dell’Ordine rimane positivo per il futuro anche se in difficoltà a dire quando si potrà tornare a una sorta di normalità. “È difficile dirlo, da una parte dipenderà dalle vaccinazioni, d’altra parte l’estate dovrebbe portare a una diminuzione della contagiosità e quindi si prevede che si andrà verso una situazione di svolta. La combinazione estate, aria aperta e vaccinazione dovrebbe portare a un miglioramento ma non a un azzeramento dei dati”. Questo, secondo Broggini, non ci sarà per molto, moltissimo tempo.
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