
“È ovvio che i commercianti preferirebbero non avere quest’obbligo per i propri clienti, ma le sensibilità sono diverse ed è sicuramente molto meglio limitare la libertà di tutti un po’ adesso che ritrovarsi in una seconda situazione di lockdown in un futuro molto prossimo”. Sono queste le parole del presidente dei commercianti di Lugano Rupen Nacaroglu, intervenuto ieri sera su Teleticino.
Ormai undici cantoni hanno introdotto l’obbligo di mascherine all’interno e oggi anche il Ticino potrebbe allinearsi, ecco quindi che i commercianti si interrogano. “Negli spazi chiusi e piccoli, nei negozi dove le distanze non si possono rispettare, l’utilizzo delle mascherine anche da parte della clientela potrebbe essere la soluzione più consona per evitare di ritrovarci nella situazione di marzo-aprile”, spiega Nacaroglu.
Ma come si comportano i ticinesi? Difficile da dire: “Ci sono casi in cui ci sono clienti che non rispettano le distanze, altre volte sì, è difficilissimo avere una visione globale”. Insomma, bisognerà attendere le novità che potrebbe arrivare già nel pomeriggio: “I campanelli di allarme di questi ultimi giorni sono evidenti, con 11 cantoni che hanno assunto quest’obbligo mi sembra altrettanto evidente. Confidiamo nella responsabilità del governo cantonale e delle indicazioni del nostro medico cantonale”, conclude Nacaroglu.
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