
Dopo l’ennesimo nulla di fatto in merito all’Accordo fiscale tra Svizzera e Italia (vedi articoli suggeriti) “è tempo di disdire l’accordo sui frontalieri”. Ne è convinto il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, secondo cui “prima o poi dovremo chiederci fino a quando la politica è disposta a credere che questo accordo verrà siglato”.
“Ogni anno ritorniamo una grande quota di ristorni che non vi è più motivo di versare, dato che le condizioni date nel 1974 sono completamente cambiate - ha dichiarato ieri il consigliere di Stato leghista in un’intervista al Mattino della Domenica - Dunque ben venga la disdetta dell’accordo. Ma evidentemente è la Berna federale che ha il boccino in mano”.
Il Governo chiederà maggiori informazioni a Berna sul recente incontro tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi, e un ruolo importante in questa complessa vicenda lo potrebbe giocare proprio il ministro ticinese. “Siamo contenti che il referente per la Svizzera sia un ticinese, non di meno il Consiglio federale è un organo collegiale, e faccio fatica dunque a intravedere delle decisioni di rottura come potrebbe essere la disdetta dell’accordo del 1974”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

