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Ticino
"Medico subappalta prestazioni a colleghi frontalieri?"
"Medico subappalta prestazioni a colleghi frontalieri?"
"Medico subappalta prestazioni a colleghi frontalieri?"
Redazione
9 anni fa
Marco Jermini interroga il Municipio sul servizio di picchetto del Circolo medico del Luganese

"È verò che vi è stato almeno un caso di un medico che ha subappaltato la prestazionne assegnatagli a colleghi frontalieri senza autorizzazione?" Inizia così l'interrogazione del gruppo PS /PC, primo firmatario Marco Jermini, indirizzato al Municipio di Lugano in merito al Servizio di picchetto del Circolo medico del Luganese.

Secondo la legge sanitaria, sottolineano gli interroganti, l'Ordine dei Medici è tenuto a organizzare a livello regionale o locale il servizio sanitario di picchetto senza pretendere un indennizzo per le spese organizzative dal Cantone o dai Comuni. Inoltre non sussite alcuna obbligatorietà per i Comuni di sottoscrivere delle convenzioni per tale servizio.

"È ovvio che in caso d'intervento" scrivono gli interroganti, "le prestazioni mediche vengono invece retribuite secondo le tariffe delle convenzioni LAMal o a fatturazione diretta (ad esempio pazienti stranieri). Va inoltre ben precisato che i Comuni sono sempre liberi di versare un contributo all’Ordine dei Medici per queste o altre prestazioni, ma non ne sono obbligati. È vero che il Circolo Medico è tenuto per legge a garantire un picchetto notturno e festivo. Tuttavia i requisiti minimi per questo servizio non corrispondono all’attuale livello di prestazione. La legge impone, infatti, che tutti i medici, indistintamente dalla loro specializzazione, sono tenuti a partecipare attivamente ai turni di picchetto. In realtà ciò non è possibile poiché non tutti questi attori sanitari sono dei generalisti e quindi dotati di una sufficiente esperienza per assumere correttamente questo compito". 

"Ci risulta" prosegue il gruppo PS/PC, "che il Distretto del Luganese sia stato negli anni passati suddiviso in due zone: Malcantone e resto del Luganese. Per quanto riguarda il Malcantone, è stata stipulata all’inizio del decennio una convenzione fra il Circolo Medico e i Comuni. La convenzione prevede il mantenimento di una organizzazione specifica per il Malcantone, incentivando la collaborazione e il coordinamento con gli altri enti e servizi sanitari, in particolare la Croce Verde e l’aiuto domiciliare. Il Circolo Medico del Luganese ha selezionato i medici per il picchetto facendo in modo che la copertura non fosse ridotta al semplice alibi tanto per soddisfare i presupposti della Legge. Con la convenzione viene garantita la tempestività con medici formati e conoscitori delle realtà locali e la razionalità e proporzionalità degli interventi. Sono così attuate le premesse per una rete sanitaria ben funzionante sul territorio. Il funzionamento del picchetto viene diretto da un medico responsabile che è anche l’interlocutore al quale i Comuni e gli altri attori sanitari possono rivolgersi per eventuali segnalazioni, osservazioni e proposte. Il costo a carico dei Comuni è stato fissato a fr. 1.50 per abitante (popolazione finanziaria) e viene destinato a coprire le spese di indennità di picchetto, della centrale e le spese vive. I Comuni ricevono un rendiconto annuale sull’attività eseguita".

"Se da un lato, per quanto riguarda invece il resto del Luganese, in particolare la Città di Lugano, non ci è dato a sapere se esiste convenzione analoga e quali condizioni valgano, dall’altro ci è giunta voce che un medico “ticinese” operativo nel Luganese a cui era stato assegnato un preciso turno di picchetto abbia subappaltato (da intendersi: non ha versato tutta la parcella a chi ha lavorato per lui) le prestazioni (che gli erano state assegnate dal Circolo medico e state pagate anche dalla Città di Lugano) a un professionista italiano residente in Italia" conclude il gruppo PS/PC.

Per questi motivi il gruppo chiede al Municipio di Lugano:

1) Esiste una convenzione fra la Città di Lugano e il Circolo medico del Luganese, atta a garantire la presenza durante i giorni festivi e notturni di medici appropriati sul suo territorio?2) Se sì, da quando esiste?3) La convenzione implica anche un versamento da parte della città di Lugano di un contributo annuo al Circolo medico di Lugano per garantire l’organizzazione e lo svolgimento dei picchetti medici sul suo territorio?4) Se sì, a quanto ammonta tale contributo annuo?5) Vi sono le premesse (per l’importo finanziario e/o per la durata) affinché questa convenzione sia sottoposta al vaglio anche del Consiglio comunale?6) Il Municipio è a conoscenza e se del caso conferma l’informazione da noi ricevuta circa un “subappalto” di prestazioni mediche (pagate anche dalla Città) da parte di un medico “ticinese” a figura professionale frontaliera con scarsa conoscenza della realtà locale?7) Se sì, la situazione in cui ha operato il medico “ticinese” è andata oltre la legalità o no (in particolare aveva il medico frontaliero un’autorizzazione ad esercitare risp. a lavorare)?8) Se sì, quali passi ha intrapreso il Municipio per denunciare a chi di competenza l’infrazione commessa?9) Il medico “ticinese” ha svolto o svolge altra attività retribuita per la Città di Lugano?10) Se sì, intende il Municipio prendere misure contro questo medico “ticinese”?11) La città di Lugano chiede al Circolo medico di Lugano un resoconto dell’attività svolta durante ogni anno?12) Se no, intende farlo in futuro?13) Se sì, si può avere copia dei resoconti per il 2015 e il 2016 ricevuti?

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