
Ieri il Centro Universitario Romando di Medicina Legale (Curml) ha affermato che con l’applicazione dell’iniziativa parlamentare Udc sulle tariffe del medico del traffico, i costi a carico delle persone soggette a perizia aumenterebbero. Questo ha portato Alessandro Cedraschi del Plr, relatore di maggioranza per la Commissione incaricata di valutare l’iniziativa, a dichiarare che “l’iniziativa non solo non raggiunge il proprio obiettivo ma addirittura genera un effetto contrario”, aggiungendo un laconico “l’avevamo detto...”. L’iniziativa, approvata lo scorso giugno, cambiava la modalità di tariffazione imponendo una tariffa oraria di 180 franchi per i casi semplici e 250 franchi per quelli complessi.
“C’è interesse a gonfiare i costi”
L’Udc reagisce a questa presa di posizione dichiarando che nel rapporto del Curml vi siano aspetti poco chiari. In primis, si legge nel comunicato stampa, “il Curml agisce in pieno conflitto di interessi. Questo centro vive di perizia sul traffico e quindi ha tutto l'interesse a gonfiare i costi”. In secondo luogo l’Udc critica la scelta di decidere che non vi siano casi semplici, applicando quindi “arbitrariamente” (secondo il partito) la tariffa per casi speciali di 250 franchi l’ora. “Ciò è falso”, scrive l’Udc, aggiungendo che “la stragrande maggioranza delle infrazioni gravi che conducono al Medico del traffico è costituita da casi semplici come la guida per la prima volta a una velocità di 30 km/h sopra limite massimo, oppure con un tasso di alcolemia nel sangue superiore ai 0,80 mg/l”.
Secondo l’Udc inoltre “con il nuovo sistema approvato dal Gran consiglio ora la persona soggetta a perizia può verificare in prima persona il tempo impiegato dal Medico del traffico per allestire la perizia e di conseguenza controllare se la fattura corrisponde realmente alla prestazione”, concludendo che “se il documento del Curml venisse confermato dal Consiglio di Stato, allora l’Udc si farà promotrice di una nuova iniziativa parlamentare per abbassare le tariffe orarie e fissare tetti massimi, così da annullare il presunto aumento di costi e, anzi ridurlo in modo sostanziale”.
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