Cerca e trova immobili
Ticino
Medici ticinesi: da oggi "sciopero dello zelo"
Redazione
17 anni fa
Rapporti sempre più tesi tra medici e casse malati, dopo la decisione di santésuisse di non voler più concedere aumenti delle tariffe

Santésuisse - l’associazione delle casse malati - ha deciso che a partire dal 2010 non concederà aumenti delle tariffe a medici e ospedali. E le reazioni nel mondo sanitario non sono mancate. Dura, anzi durissima, la presa di posizione dell'Ordine dei medici in Ticino (OMCT) che continua a combattere contro le nuove tariffe di laboratorio. E proprio da oggi i medici ticinesi cominceranno lo "sciopero dello zelo", anche con azioni simboliche sul suolo cantonale. In pratica i medici non rispetteranno più l'obbligo di informare l'Ufficio federale della sanità su determinate statistiche (infortuni, decessi, rinnovo rendite d'invalidità)."Per giustificare tale decisione - osserva Franco Denti, presidente dell'OMCT, dalle colonne del Giornale del Popolo - l'associazione degli assicuratori malattia afferma di basarsi sulla Legge federale sull'assicurazione malattie (LaMal), ma in realtà si arroga un diritto che non è di sua competenza perché la LaMal è di competenza degli organi politici e non di un assicuratore malattia"."Si è arrivati a questa decisione - replica Nello Castelli, membro di direzione di Santésuisse, a Radio 3iii - perché c’è un forte rischio di aumento dei premi a livello nazionale. Per questo motivo riteniamo necessario agire sui costi della salute; quindi abbiamo comunicato ai principali prestatari che la nostra decisione non riguarda una diminuzione delle tariffe mediche, ma di un loro congelamento”. Ma i medici sono scandalizzati. Infatti, sostengono, questa decisione dovrebbe essere presa dal Consiglio federale e non da Santésuisse. Ma Castelli puntualizza: “Non è così. Le discussioni devono avvenire tra partner, cioè tra associazioni ospedaliere e medici assieme agli assicuratori”. "Si parla sempre di qualità della medicina, ma in verità si parla di soldi. Di quanto sono pagati i medici, gli ospedali ecc. - termina Castelli -. Siamo in una situazione difficile, per questo ogni attore - anche gli assicuratori che hanno abbassato negli ultimi anni i loro costi amministrativi – deve fare uno sforzo nell’interesse dell’assicurato”. Santésuisse blocca le tariffeDal 2010 santésuisse non vuole più concedere aumenti delle tariffe ai medici e agli ospedali. L'associazione degli assicuratori malattia afferma di basarsi sulla Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) per giustificare tale decisione. La legge stabilisce che i prezzi e le tariffe per tutte le prestazioni non debbano essere aumentati quando l'incremento dei costi è due volte superiore all'inflazione. Felix Schneuwly, portavoce di santésuisse, ha confermato all'ATS quanto pubblicato dalla "NZZ am Sonntag" e dal "SonntagsBlick".Il Consiglio d'amministrazione di santésuisse ha annunciato la decisione con una lettera inviata la scorsa settimana alle società dei medici, agli ospedali e ai direttori cantonali della sanità. La decisione è stata presa sulla base delle previsioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) secondo il quale i premi delle casse malattia dovrebbero aumentare almeno del 10% nel 2010. Le previsioni dell'UFSP pubblicate in aprile si basano, tra l'altro, sui risultati dello scorso anno delle casse malattia. In totale, le perdite degli assicuratori hanno raggiunto 800 milioni di franchi.Santésuisse è tenuta a rispettare la legislazione, ma vuole comunque parlare con i medici e gli ospedali su cosa si può fare nella situazione attuale, ha detto Schneuwly. Si tratterà di discutere non solo di prezzi e tariffe, ma anche di altri aspetti come l'aumento dell'offerta e delle prestazioni."Siamo scandalizzati che santésuisse non rispetti i contratti su costi e prestazioni conclusi in ogni cantone tra i medici e gli assicuratori", ha affermato da parte sua il presidente della Federazione dei medici svizzeri (FMH) Jacques de Haller, interpellato dall'ATS. L'evocazione dell'articolo di legge della LAMal è

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata