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Ticino
"Media, non create psicosi. La gente non ha paura"
Redazione
11 anni fa
Come hanno reagito i ticinesi allo schianto dell'aereo Germanwings e all'attentato di Tunisi? Un giro di opinioni tra le agenzie viaggi

L'attentato di Tunisi, il pericolo terrorismo, adesso il dramma della Germanwings. Qual è la reazione dei ticinesi? È aumentata la paura di volare o di andare in vacanza in destinazioni che potrebbero essere a rischio?

Abbiamo fatto un giro di telefonate fra le agenzie viaggi del Cantone, e ciò che emerge è che non c'è timore dopo lo schianto dell'Airbus A320, mentre per quanto riguarda la destinazione Tunisia, le preoccupazioni sono maggiori.

Dalla Davertour SA di Mendrisio ci dicono che non sono emersi particolari cambiamenti. "Gli incidenti purtroppo sono cose che succedono, non per forza devono preoccupare." Per quanto concerne il pericolo terrorismo, "qualcuno ha rinviato, più che altro sono state spostate le date, ma non ci sono state rinunce."

Dalla MC Viaggi Sagl di Bellinzona confermano quanto detto dai colleghi in merito alla tragedia in Francia. "Non c'è nessuna preclusione neppure verso la compagnia in questione o la Lufthansa. La gente ovviamente sente le notizie, poi io ritengo che può succedere a chiunque, e se è arrivata la tua ora, c'è poco da fare."

Riguardo alla Tunisia, viene sottolineata una problematica. "La gente ha paura, vorrebbe annullare, ma poiché non è stata inserita dal Dipartimento degli Affari Esteri nella lista dei paesi pericolosi (o dalla Farnesina per i voli che partono dall'Italia), per cui un eventuale annullamento non viene rimborsato, ed anche le assicurazioni non rispondono. Ad ogni modo, chi va in vacanza in Tunisia sceglie località balneari, dove ci sono praticamente solo hotel, per cui non c'è rischio, localizzato semmai nelle città."

Dalla Lugano Viaggi Sagl affermano che "non c'è paura di volare, perché a quanto pare non è stata un'avaria a causare l'incidente ma il gesto del copilota. Non abbiamo ricevuto particolari domande dai clienti in merito alla sicurezza. La gente invece non se la sente di andare in Tunisia, che è la destinazione meno cara che abbiamo. La nostra agenzia contava pochissime prenotazioni, chi voleva andarci ha cambiato destinazione, pagando una piccola penalità o la differenza economica, ed ha optato più che altro per la Spagna."

Alla Starnini Viaggi di Tenero c'è risentimento nei confronti della stampa. "Ma no, non ci sono stati annullamenti, anzi le dico di più: quando sono cadute le Torri Gemelle, per i primi tre o quattro giorni nessuno aveva pensato di rinunciare a volare. Poi c'erano stati i media che avevano continuato a parlare di gente che non voleva volare e che annullava i viaggi, al che davvero i clienti hanno deciso di rinunciare. Ricordo che avevo chiamato altri colleghi, e mi avevano confermato che non c'erano problemi, a distanza di anni ancora non so spiegare perché era stata creata quella psicosi."

I media, dunque, influenzano le destinazioni. "Nessuno va più in Kenya a causa dell'ebola, ma loro sono a 5000 chilometri, e noi la malattia l'abbiamo a 4000. In qualche modo si cerca di scoraggiare e impaurire la gente. Però in Italia ci sono 80 morti per week end sulle strade, in Europa almeno 500, nel mondo 7000. Ogni volta che cade un aereo c'è il panico, si vanno a cercare gli ultimi drammi, ma nessuno tiene conto che sopra al Ticino passano ogni giorno 3500 voli, e milioni di persone sono a bordo. Abbiamo più possibilità di essere colpiti da un fulmine!"

Viene chiesta un'altra ottica di vedere le cose. "La Tunisia non funzionava già prima dell'attentato, è un peccato perché le famiglie, che sono il 90% della mia clientela, lì hanno delle offerte senza eguali: per esempio, all inclusive o bambini gratis. Invece scelgono la Spagna. C'è paura ad andare nei paesi musulmani, però non si può fare di tutta un'erba un fascio. Prendiamo la Turchia, dove le donne hanno potuto votare prima che in Svizzera e Atatürk già negli anni '30 era moderno e lottava per la separazione fra chiesa e stato. Viene preferita la Grecia, che di fatto è uguale: stessa cultura, stesso paesaggio, stesso cibo, nonostante l'odio reciproco, ma costa il 30% in più. Mi piange il cuore perché non riesco a far passare certi messaggi, e la gente è condizionata."    

PB

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