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Ticino
Maxirissa, "Il problema non è limitato al quartiere"
Maxirissa, "Il problema non è limitato al quartiere"
Maxirissa, "Il problema non è limitato al quartiere"
Redazione
9 anni fa
Don Willy Volonté abita al Maghetti fin dalla sua fondazione: "Le discoteche andrebbero spostate dal centro"

Il sindaco Marco Borradori, intervistato da TeleTicino, aveva dichiarato che serve “una reazione forte e subito!" ai fatti di sabato mattina, quando un uomo ha accoltellato quattro persone all'esterno di un locale notturno di Lugano. Il vicesindaco Michele Bertini, dal canto suo, aveva invocato pene più severe contro i reati violenti, una soluzione che per Borradori “non basta”, mentre la fondazione che amministra il quartiere ha addirittura proposto di chiudere il Blu Martini, il locale davanti al quale è avvenuta l'aggressione (vedi articoli suggeriti).

Un tema, quello della maxirissa scoppiata lo scorso fine settimana Lugano, che ha riportato d'attualità un probleme che da anni ha interessato il territorio comunale. Tant’è che ieri amministratori e commercianti del quartiere Maghetti e dintorni sono stati ricevuti in Municipio per discutere della situazione.

Sul tema Ticinonews.ch ha intervistato Don Willy Volonté, già professore della facoltà di teologia di Lugano e primo segretario generale, che al quartiere Maghetti ci abita “fin dalla sua fondazione”.

“Ho partecipato alla fondazione del quartiere Maghetti, quando ancora c’erano i campi da calcio dell’oratorio - ci spiega - Architettonicamente il quartiere è fatto un modo tale da offrire zone in cui ci si può appartare, un aspetto che ha permesso ai malintenzionati di riunirsi spesso impunemente. Non è colpa del quartiere, tra inquilini non ci sono mai stati problemi, anzi”.

Tuttavia ci pare di capire che la situazione di malessere vada avanti da diversi anni…“Sì, specialmente d’estate il quartiere diventa luogo di scorribande e di schiamazzi. Capita spesso che qualche scalmanato giochi con le lattine nell’atrio anche a tarda ora, impedendo a chi al mattino deve andare a lavorare di farlo con le forze recuperate. È un circolo psicologico e sociale da tener presente. Il pugno duro è giusto, ma non solo al Maghetti”.

È un problema che riguarda la città?“Sì, il problema non è solo limitato al quartiere ma è un problema della città. Tanto che più volte si è discusso di severità delle pene e di Polizia impotente, che arresta questi malintenzionati per poi doverli rilasciare. È come se il malaffare si stia spostando dalla periferia al centro. Basti guardare come sono ridotti i muri in zona Cattedrale. Meno male che gli amministratori si sono allertati, negli scorsi anni è mancata un’adeguata risposta. La Polizia dovrebbe essere più presente ma come detto non possono fare molto”.

Giusto chiudere la discoteca, come proposto ieri?“Le discoteche hanno la loro parte di responsabilità non vigilando adeguatamente sui loro avventori, ma il fenomeno è più complesso. Sono un ricettacolo di tutto e a mio parere andrebbero spostate dal centro. Fandonie dire che portano vita al centro città. Hanno un peso e il loro luogo non è il centro di Lugano”.

Le autorità sembrano decise ad affrontare il problema…“È un problema di mentalità e di assetto sociologico che sta cambiando. Tocca alle autorità agire e ora sembrano determinati. Ho paura dei ‘fuochi d’artificio’, bisogna iniziare e portare a termine il tutto. Dare un supporto a questa amministrazione comunale è un atto civile”.

nic

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