
Sono ridotte al lumicino, per non dire del tutto sfumate, le speranze di tanti ex clienti della Anirgest SA di recuperare parte dei propri risparmi affidati in passato al direttore della fiduciaria chiassese. La società è stata sciolta proprio nelle ultime settimane e ora, come disposto dalla Pretura di Mendrisio-Sud, è in liquidazione secondo la procedura fallimentare.
Un esito pressoché inevitabile dello scandalo venuto a galla l'anno scorso. L'accusato, scarcerato in dicembre dopo l'arresto scattato nella primavera del 2017, risulta non possedere più nulla o quasi delle ingenti somme affidategli, mentre il saldo passivo cumulato con le malversazioni commesse è così elevato da rendere inimmaginabili dei risarcimenti.
Stando a quanto ricostruito sinora nell'ambito dell'inchiesta avviata per reati che spaziano dalla truffa all'appropriazione indebita, passando per l'amministrazione infedele e la falsità in documenti, l'ammanco ha superato i 12 milioni di franchi. Una cifra che il fiduciario momò, difeso dall'avvocato Tuto Rossi, contesta, ritenendola decisamente più contenuta.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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