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Ticino
Max Museo, il Municipio risponde per le rime
Max Museo, il Municipio risponde per le rime
Max Museo, il Municipio risponde per le rime
Redazione
10 anni fa
"L'unico senso che può avere l'interrogazione di Fonio, Lurati e Mapelli è esclusivamente elettorale". Fonio intanto chiedi un audit esterno

Il Municipio di Chiasso ha rapidamente evaso l'interrogazione firmata dai PPD Giorgio Fonio, Davide Lurati e Mauro Mapelli riguardo al presunto clima di paura che serpeggia fra i dipendenti del Max Museo. Nell'ultima puntata di Piazza del Corriere la municipale responsabile del dicastero culturale, la socialista Patrizia Pintus, aveva rassicurato sulla situazione, precisando che la vicenda era vecchia e risolta, aggiungendo che la tempistica dell'interrogazione era sospetta.

Oggi il Municipio rincara la dose: "L'unico senso che può avere l'interrogazione di cui si discute, è esclusivamente quello a carattere elettorale. La distanza temporale intercorsa fra, da un canto, il verbale del 5 giugno più l'incontro del 17 settembre, e d'altro canto l'interrogazione del 21 marzo 2016, la dice lunga sullo scopo che si persegue. A maggior ragione, quando il primo interrogante, per sua stessa ammissione, era in possesso del verbale, per altro di esclusiva natura interna, dal mese di giugno 2015: perchè dunque è stato atteso tanto, se l'intento non fosse elettorale?" 

Riguardo al malessere al Max Museo il Municipio di Chiasso risponde: "Come in ogni azienda che si rispetti non è inusuale che nella quotidianità possano sorgere motivi di frizione, a cui seguono degli incontri di mediazione, dopo i quali se il dipendente non rimane soddisfatto, si rivolge ai sindacati o ad altre entità, mentre nel caso in discussione nessuno dei dipendenti ha ritenuto compiere dei passi in questo senso." 

"L'impostazione del Centro Culturale di Chiasso è la migliore possibile, a fronte della modestia dei mezzi finanziari e delle risorse umane con cui si conduce una politica culturale che pone Chiasso al pari di altre strutture internazionali [...] evidentemente è questo che dà tanto fastidio: il fatto di riuscire bene, nonostante tutto, e i riconoscimenti che sempre più spesso si ottengono."

E riguardo alle presunte lamentele: "è troppo freddo, è troppo luminoso, è troppo secco: ma allora gli operai della squadra esterna o della forestale, all'aperto tutto l'anno, d'inverno e d'estate che cosa dovrebbero dire?"

Concludendo: "Non consta che io dipendenti del Centro Culturale Chiasso quando hanno accettato di lavorarvi erano ben conscienti di appartenere ad un settore con esigenze che vanno al di là di quelle del funzionario amministrativo, e sono contenti e fier di continuare a lavoravi".

Pronta la reazione di Giorgio Fonio, che smentisce di essere stato in possesso del verbale già nel mese di giugno chiedendo al Municipio prove che confermino questa affermazione. "Il Municipio scrive che nessun dipendente si è mai ammalato a causa delle condizioni di lavoro del museo. Queste informazioni sono contenute nel verbale e sono state dette dalla portavoce dei dipendenti del museo. Inoltre nella risposta il Municipio scrive che l'incontro si è svolto solo a settembre per le ferie dei dipendenti del centro culturale. Ribadisco la richiesta di un audit esterno ed invierò il verbale e l'interrogazione agli enti locali e all'ispettorato del lavoro in quanto non vengono date le risposte al nostro atto e di conseguenza non si ha conferma di un miglioramento."

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