
Se una volta l'appartenenza all'Ordine della Massoneria veniva tenuto segreto, essendo per definizione essa un'associazione segreta per definizione, ora anche personaggi che ricoprono cariche pubbliche non si fanno problemi a mostrare simboli.
Il settimanale Il Caffè ha infatti messo in evidenza come il capo delle guardie di confine, Mauro Antonini, sfoggi senza problemi all'anulare della mano destra un anello con l'immagine di "Squadra e Compasso". Antonini è uno idei candidati di punta del Partito Liberale radicale alle prossime elezioni cantonali, ma d'altronde nella storia del canton Ticino i massoni sono sempre stati vicini all'ideologia liberale, sopratutto per quanto concerne laicità e universalismo. Non mancano però aderenti di altre correnti, dai popolari democratici ai socialisti, ed ora anche leghisti: dopo il no a Gobbi, adesso pare che altri tre uomini del partito di Via Monte Boglia vogliano entrare nella Massoneria, e si tratterebbe di due granconsiglieri e di un esponente al momento meno noto. Questo nonostante Giuliano Bignasca ai suoi tempi non fosse allineato con gli ideali massonici.
Hanno fatto parte, e ne fanno parte tutt'ora, della Massoneria, altri elementi di spicco della vita politica ticinese, a partire da Brenno Bertoni sino all'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici.
E i massoni cosa pensano al riguardo? Secondo molti "fratelli", l'appartenenza all'ordine andrebbe meno ostentato, sopratutto in tempo di campagna elettorale. Diversamente, insomma, da quanto sta facendo Mauro Antonini. Se questo sarà un problema per il capo della guardie di confine e candidato, lo si saprà col tempo. Di certo, si teme che ciò possa svantaggiarlo in quanto la politica mira sempre più alla trasparenza e all'assenza di ogni vincolo associativo che potrebbe condizionare l'autonomia delle decisioni, fattore che non si sposa con l'appartenenza alla Massoneria.
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