
Tre dipendenti della Graniti Maurino SA di Biasca sono stati licenziati in seguito allo sciopero degli scalpellini del 16 giugno scorso.
Lo denunciano oggi i sindacati OCST e UNIA, tramite un comunicato congiunto con il quale vengono lanciate pesanti accuse nei confronti del titolare dell'azienda, Marzio Maurino, già balzato all'onore delle cronache negli scorsi giorni per i suoi "Wanted", annunci con i quali poneva una taglia sulla testa degli ignoti che hanno preso di mira la sua ditta il giorno antecedente lo sciopero.
Con la seguente lettera, scrivono i sindacati, Maurino ha comunicato ai suoi dipendenti la rottura del contratto di lavoro.
"Egregio signor xxxx,
considerato le inosservanze della ns. azienda sollevate dai sindacati, riguardo le disposizioni contrattuali imposte ai lavoratori a turno, non ancora evase dalla CPC, ed i gravosi oneri cui saremmo sottoposti, in particolare per questo tipo di orario, abbiamo deciso di ridurre l’organico dei turni. Per questo motivo le notifichiamo regolare disdetta di lavoro."
OCST e UNIA considerano questi licenziamenti abusivi. Nonché "educativi": "il breve lasso di tempo tra lo sciopero del 16 giugno 2014 e l’intimazione dei tre licenziamenti sono funzionali alla logica di Maurino che punisce alcuni lavoratori a mo’ di esempio per tutti gli altri" scrivono i sindacati.
Che poi elencano le norme contrattuali che a loro dire la Maurino Graniti SA violerebbe.
"Indennità di pranzo: l’azienda deve mettere a disposizione ai dipendenti un pasto caldo in ditta o, in alternativa, riconoscere un’indennità pasto di fr. 15.- al giorno (art. 60 cpv. 2 CNM). La Graniti Maurino SA non versa tale indennità. Supplemento lavoro a sciolte: i lavoratori occupati a turni continui hanno diritto ad un supplemento salariale di fr. 1.- per ogni ora di lavoro (art. 25 cpv. 8 CNM). La Graniti Maurino SA non riconosce questo supplemento. Indennità per lavoro notturno: i lavoratori hanno diritto ad un’indennità orario di fr. 2.--, per i turni nella fascia tra le tra le 20.00 e le 05.00 in estate e le 06.00 in inverno (art. 59 cpv. 1 CNM). La Graniti Maurino SA non riconosce tale indennità. Ore straordinarie al sabato: i lavoratori hanno diritto ad un supplemento del 25% per tutte le ore prestate al sabato (art. 27 cpv. 3). La Graniti Maurino SA non riconosce questo supplemento."
"La Graniti Maurino SA, nascondendosi dietro ad un controllo dell’Ispettorato del Lavoro, da essa stessa voluto, si dichiarata “rispettosa” del Contratto nazionale mantello dell’edilizia (CNM), ottiene la relativa dichiarazione di rispetto del CNM in ossequio alla Legge sulle Commesse pubbliche e si assicura la possibilità di concorrere agli appalti pubblici" prosegue l'OCST. "I sindacati chiedono quindi il rispetto del CNM ad una ditta che afferma di già rispettarlo. Ma la stessa ditta, per propria ammissione (vedi lettere di licenziamento), contraddice l’esistenza dei requisiti necessari per la partecipazione ai mandati pubblici."
"In una situazione di completo delirio, le imprese AIGT che dichiarano di non rispettare il CNM edilizia principale non possono concorrere agli appalti pubblici mentre la Graniti Maurino SA, che dice di rispettare il CNM edilizia principale ma non lo fa … acquisisce appalti pubblici" aggiungono i sindacati.
"Per il titolare della Graniti Maurino SA, licenziare il personale è normale come passeggiare nei boschi" prosegue il sindacato. "I licenziamenti ciclici sono prassi consolidata, pochi lavoratori superano in azienda la soglia dei 50 anni, molti lavoratori hanno perso il diritto al pensionamento anticipato a 60 anni d’età. Lo stesso Marzio Maurino ha dichiarato alla Regione Ticino del 9 luglio 2014: “Ogni mese assumiamo e licenziamo lavoratori, non c’è da stupirsi”."
"Infine, di fronte all’evidenza delle infrazioni contrattuali, e quindi all’obbligo di pagare quanto dovuto ai lavoratori, la Graniti Maurino SA ha già dichiarato di voler rinunciare ad un turno, licenziando i tre lavoratori e prospettando altri allontanamenti. Ma che nessuno osi strappare la dichiarazione di rispetto del CNM edilizia principale e impedirgli di concorrere agli appalti pubblici. “Non c’è da stupirsi” se si ha a che fare con la Maurino Graniti SA!"
"Josè, Marcio e Nuno, tre fresatori di comprovata capacità professionale, non hanno mai ceduto alle pressioni dell’azienda ma semmai hanno sempre espresso liberamente la propria opinione e fatto presente quali siano i propri diritti" concludono OCST e UNIA. "Licenziati. Anche questo è “Wanted Maurino”."
Dal canto suo Marzio Maurino, da noi interpellato, al momento non vuole lasciare dichiarazioni, ma ha indetto una conferenza stampa per mercoledì prossimo durante la quale risponderà alle accuse rivoltegli dai sindacati.
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