
L'aeroporto di Agno va salvato e per farlo bisogna trovare la sua giusta dimensione. I due domenicale ticinesi, Mattino e Caffé, hanno dedicato la loro prima pagina a Lugano Airport ed entrambi sono concordi nel dire che la situazione va sistemata. "Per Lugano e per il Ticino l'aeroporto rappresenta un patrimonio", scrive l'organo di stampa leghista, secondo cui "da una parte c'é l'aviazione generale che fa utili, dall'altra non esiste solo la Darwin".
"L'aeroporto è un atout per Cantone e Città - continua il Mattino - per il suo turismo, specie quello congressuale e per l'economia. Le rotte Zurigo e Ginevra sono interessanti, AlpTransit o non AlpTransit. La politica deve tentare di portare lo scalo fuori dalle turbolenze".
Punti su cui è concorde anche il Caffé - tramite diversi interlocutori - , che proprio nel privato individua delle possibili soluzioni. "Per mantenere alcuni voli di linea verso Zurigo e Ginevra e dare continuità a quelli stagionali è indispensabile puntare sulla cosiddetta aviazione generale, quella legata ai voli privati d’affari - osserva Remigio Ratti -. Penso ci sia del potenziale di sviluppo in questa direzione". Ma per assicurare un'offerta attrattiva per voli d'affari, sottolinea il domenicale, è necessario investire nelle strutture. "Per farlo non c’è altra strada se non aprire agli investitori privati – commenta il direttore dell’Associazione industriali ticinesi, Stefano Modenini -. "L’interesse di nuove compagnie per i voli di linea c’è - aggiunge il presidente di Hotelleriesuisse Ticino, Lorenzo Pianezzi -. D’altra parte fino agli ultimi giorni lo scalo è sempre stato operativo su Zurigo e Ginevra e questo collegamento verso gli aeroporti intercontinentali è essenziale per tutta la regione. Basti pensare al fatto che Lugano vuole investire su un polo congressuale da 200 milioni. Bisogna insistere sui progetti con al centro l’aviazione privata d’affari, in modo da generare benefici operativi costanti ed essere così uno scalo attrattivo anche per i voli di linea".
Voce fuori dal coro invece quella del dottor Franco Cavalli, alla testa del convegno internazionale sui linfomi. "L’ideale per il turismo dei congressi sarebbe avere un aeroporto con 4-5 collegamenti diretti verso le grandi capitali europee – afferma -. Ma allo stato attuale delle cose mi sembra un’utopia. Spostarsi con il treno verso Zurigo e verso Malpensa sta diventando più efficiente".
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