
150 franchi per i bar e 100 per i privati. Queste le tariffe annuali che, secondo il 20 Minuti, occorrerà sborsare, dal primo giugno, per continuare a leggere il domenicale della Lega dei Ticinesi. Una misura che, dopo il decesso di Giuliano Bignasca, era nell'aria. Ma ciò non significa che debba per forza concretizzarsi. Perché oggi, in via Monte Boglia, nessuno conferma la notizia. Anzi, pare che il figlio di Giuliano, Boris Bignasca, si sia alterato non poco per la diffusione, da parte di un giovane leghista su Facebook, di un'informazione fasulla. Che il futuro del Mattino della Domenica non sia assicurato è cosa nota. L'aveva affermato lo stesso Attilio Bignasca, parlando di finanziamenti fino a luglio e successivo futuro incerto. Finora, infatti, il domenicale era andato avanti soprattutto grazie al contributo di Giuliano Bignasca. Ma, il Mattino non sarà a pagamento. Non sarebbe nel suo stile. I responsabili del domenicale vogliono da un lato incitare tutti i fedeli lettori a sottoscrivere un abbonamento, dall'altro valutare nuove forme di finanziamento. Ma la volontà è di continuare a diffonderlo gratuitamente: il Mattino è nato così, popolare, alla portata di tutti, e non cambierà la sua anima. E, poco dopo le rassicurazioni verbali, è giunto pure il comunicato ufficiale della società editrice del Mattino, la Meutel 2000 SA, a confermare la volontà di mantenere gratuito il giornale."La società editrice Meutel 2000 SA smentisce l’informazione circolata secondo cui il Mattino a partire dal prossimo primo giugno non sarebbe più gratuito, ma verrebbe distribuito solo a pagamento agli abbonati" si legge nel comunicato. "Si tratta di informazione assolutamente infondata." "Il Mattino della domenica continuerà ad essere distribuito gratuitamente domenica mattina nelle apposite cassette verdi, ad essere acquistabile in edicola e ad essere consegnato a pagamento agli abbonati del lunedì e della domenica: esattamente come ora, e secondo la volontà dello scomparso editore e direttore Giuliano Bignasca." AS
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