
Colpo di scena: il processo a Matteo Cheda riprende da zero. Dopodomani, giovedì 12 aprile, il giornalista indipendente di Bellinzona comparirà di fronte alla giudice della Pretura penale cittadina Elettra Orsetta Bernasconi Matti per rispondere di diffamazione ripetuta nei confronti dell'ex municipale Filippo Gianoni e del padre Franco, entrambi avvocati, come riporta oggi il Corriere del Ticino.
Sotto la lente finiranno nuovamente, a sette anni e mezzo dai fatti, due articoli di giornale e un opuscolo distribuito nella Turrita alla vigilia del voto sulla nuova sede dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB).
Che il 50enne compaia sul banco degli imputati è clamoroso perché a fine ottobre 2016 il giudice della Pretura Siro Quadri aveva decretato l'abbandono del procedimento penale poiché il reato era caduto in prescrizione. Le presunti parti lese hanno però ricorso alla Corte dei reclami penali contro la decisione.
E pertanto ora è tutto da rifare. Matteo Cheda, interpellato dal Corriere del Ticino, si dice tranquillo e si presenterà in aula per far valere le sue ragioni.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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