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Ticino
Matrioska: politica e potere
Redazione
19 anni fa
Puntatona questa sera a Matrioska. CORSI, CdA degli enti pubblici e magistratura. Ospiti: Generali, Bignasca, Merlini, Jelmini, Bertoli, Rusconi e Ducry

Puntatona questa sera a Matrioska. Tema e titolo della serata è “Il manuale Cencelli”, ovvero la gestione del potere da parte della politica. Si comincia dalla caldissima assemblea della CORSI di sabato scorso, dove il presidente della Lega Giuliano Bignasca si è scontrato a muso duro con Claudio Generali. E proprio Bignasca e Generali sono tra gli ospiti di Marco Bazzi. Con loro, gli altri presidenti di partito: Giovanni Merlini (PLR), Giovanni Jelmini (PPD), Manuele Bertoli (PS) e Pierre Rusconi (UDC). Nella seconda metà della trasmissione Claudio Generali lascerà lo studio a favore del deputato e presidente della Commissione della legislazione, nonché ex magistrato, Jacques Ducry. Il “cambio” segnerà la svolta del dibattito sul rinnovo dei principali Consigli d’amministrazione degli enti pubblici, da BancaStato a Ticinoturismo, ma soprattutto sul rinnovo dei mandati ai giudici dei tribunali d’appello e ai procuratori pubblici. Entrambi i rinnovi sono previsti per il 2008. Lasciate un commento, i più interessanti saranno spunto per la discussione. Appuntamento dunque a questa sera alle 21.00 La scheda di Andrea Leoni L’amministrazione e il controllo del potere è il primo compito a cui la politica deve assolvere. Una delle mansioni di cui gli eletti si devono occupare è indubbiamente la gestione degli enti “statali, parastatali e affini”, come li chiamava Giorgio Gaber. Aziende pubbliche, cantonali e comunali, in cui si riversano fior di quattrini dei contribuenti. Soldi che vanno amministrati dalla classe politica. E da chi se no? La premessa è importante. Perché se non è chiaro e condiviso il punto di partenza, diventa impossibile addentrarsi nella giungla di ciò che nel linguaggio popolare viene chiamata la Repubblica di cadregopoli. Niente urla da vergini dunque, niente “fuori i politici dai Consigli d’amministrazione”. E ragioniamoci sopra. Conviene allenare le orecchie: quanto successo sabato scorso all’assemblea della CORSI, potrebbe divenire il ritornello del prossimo anno politico. Nel 2008 è infatti previsto il rinnovo di tutti i vertici della aziende pubbliche. C’è BancaStato, TicinoTurismo, l’Azienda elettrica. Il piatto sul tavolo dei partiti è ricco e grasso. C’è da spartirselo per bene e senza sporcarsi le mani. Non solo: l’anno prossimo il parlamento eleggerà i giudici del tribunale d’appello e i procuratori pubblici. Resteranno in carica dieci anni. Conviene non sbagliare. La domanda è semplicissima. La baruffa della CORSI è figlia di un’ingiustificabile discriminazione politica nei confronti della Lega, oppure è Bignasca a non aver preventivamente comunicato ai suoi colleghi presidenti nomi e cognomi di chi voleva far accomodare nel Consiglio regionale? Probabilmente entrambe le cose. Perché il pasticcio appare politico e formale. E per il futuro, per l’anno delle nomine, un’altra domanda: riusciranno i presidenti a prendersi una giornata di tempo per discutere e definire quote e persone che dovranno amministrare alcuni fra gli ingranaggi chiave dello Stato? Perché l’improvvisazione porta solo bagarre e ingiustizie. E la sacrosanta gestione del potere da parte della politica, svilirebbe in una guerretta tra partiti. Se per alcuni consigli, un po’ di disputa e baccano, ce la possiamo permettere. Per la giustizia no. Sarebbe quanto mai avvilente trasformare il rinnovo della magistratura in una tornata di Monopoli o in un’esibizione circense. Il tempo c’è: facciamo le cose per bene, almeno questa volta.

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