
Una legge federale e una legge cantonale. Tempi duri per i cani. E soprattutto per i loro padroni. Corsi, autorizzazioni, razze pericolose, fedine penali, misure di polizia, guinzagli e museruole... I tempi sono cambiati e non vale più la vecchia regola secondo la quale se un cane morde un uomo non fa notizia ma se un uomo morde un cane sì, eccome! Oggi più che mai, ogni cane che morde un uomo merita almeno un titolo in prima. Ossessione? Paranoia? Allarmismo? Se ne parla questa sera a Matrioska, in onda alle 21 su TeleTicino. In studio i presidenti delle protezioni animali di Bellinzona e Lugano, Armando Besomi e Pierre Rusconi, il presidente della Federazione cinofile Fabio Giussani, e Marta Morini-Lanfranconi, dell’Ufficio veterinario cantonale. Durante la trasmissione verrà proposto un filmato sui corsi “cittadini a quattro zampe”, che i padroni dovranno obbligatoriamente frequentare insieme ai loro cani. Nella seconda parte di Matrioska, verso le 21,50, “Il Palazzo dei veleni”, ovvero il futuro della giustizia penale dopo il caso Zali-Balestra. Il giudice Claudio Zali è stato prosciolto dall’accusa di appropriazione semplice formulata nei suoi confronti dal procuratore generale Bruno Balestra. Nei confronti di quest’ultimo la Camera dei ricorsi penali aveva accolto un’istanza di ricusazione presentata da Zali per “sospetta parzialità”. Poi è arrivato il decreto di abbandono del procuratore Antonio Perugini, che riferendosi all’accusa promossa da Balestra ha parlato di “un ragionamento contorto ed estraneo all’ambito penale”. E ora ci si interroga sulla crisi che sta vivendo la giustizia penale, anche alla luce della decisione di diversi magistrati di lasciare il Ministero pubblico negli ultimi mesi. In studio tre avvocati che, per professione o per impegno politico seguono da vicino il mondo della magistratura: Renzo Galfetti, Andrea Bersani e Carlo Luigi Caimi, che è anche deputato del Ppd. E il direttore del Corriere del Ticino Giancarlo Dillena.
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