
I social network sempre più rilevanti all’interno della vita politica, questa volta anche in Ticino. Dal 7 settembre infatti, Facebook ha deciso di censurare la pagina «No all’iniziativa «matrimonio per tutti”, dopo che negli scorsi mesi aveva a più riprese censurato le pagine in francese e in tedesco del medesimo comitato. In risposta, una settimana dopo il Comitato Nazionale per il No è ricorso al tribunale di Willisau, dove ha inoltrato una petizione richiedendo al social network il ripristino delle pagine.
Nella giornata di venerdì è stato diffuso un comunicato a tal riguardo, puntualizzando che secondo Facebook, il motivo del blocco delle pagine sarebbe da ricondurre ad una presunta istigazione all’odio.
“Una affermazione senza fondamento” si legge nel comunicato “che costituisce una diffamazione nei nostri confronti L’istigazione all’odio sulla base dell’orientamento sessuale è un reato ufficiale e può essere perseguito ai sensi del 261bis Codice penale. Non c’è una giustificazione dettagliata per il blocco dei post o delle pagine.”
Viene inoltre fatto notare quanto sia difficile far valere le proprie ragioni sul social, in quanto “su Facebook non c’è nemmeno un indirizzo per prendere contatto. Non ci sono rappresentanze ufficiali e manca un indirizzo chiaro per contattare Facebook in molti paesi, compresa la Svizzera”.
Pare inoltre che il blocco della pagina ticinese sarebbe stata provocata da un articolo copiato proprio dal nostro portale, ed è possibile leggerlo negli articoli correlati.
“Ognuno è libero di giudicare da solo se questa è istigazione all’odio” conclude il comunicato, aggiungendo che si sta prendendo in considerazione di intraprendere un azione diretta tramite un avvocato irlandese direttamente contro Facebook, in quanto la sua sede europea ha proprio sede in Irlanda.
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