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Ticino
Matrimonio Lega-UDC "Dipendesse da me, direi di sì"
Matrimonio Lega-UDC "Dipendesse da me, direi di sì"
Matrimonio Lega-UDC "Dipendesse da me, direi di sì"
Redazione
8 anni fa
Il ministro leghista Norman Gobbi parla di un possibile riavvicinamento con i democentristi in vista delle Cantonali

La telenovela elettorale tra Lega e UDC potrebbe non essere ancora finita. Tra il partito del presidente Piero Marchesi e il Movimento di via Monte Boglia potrebbe infatti riaccendersi la fiamma della passione. A cercare di ravvivarla, aveva anticipato ieri il Corriere del Ticino, ci sarebbero Antonella Bignasca e il consigliere di Stato Norman Gobbi, in prima linea negli scorsi mesi per concretizzare l'intesa e, ricordiamo, già candidato UDC per la corsa al Consiglio federale a fine 2015. Ma non solo: da Oltralpe si vocifera di un intervento del 'tribuno' zurighese Cristoph Blocher in persona (smentito circa un mese fa dal Mattino della Domenica, ndr).

In attesa di capire se questo matrimonio s'avrà da fare, sul Mattino della Domenica di oggi è stata pubblicata una lunga intervista a Gobbi, in cui il direttore del DI ha posto l'accento sui buoni rapporti con i democentristi. D'altronde, come detto, tre anni fa era stato candidato al Consiglio federale tra le fila dell'UDC.

Ma la 'spedizione' a Palazzo federale fallì e in casa democentrista venne eletto il romando Guy Parmelin.  "Sicuramente un ruolo determinante lo giocò il PS ticinese che tramò affinché io non venissi sostenuto dal loro Gruppo alle Camere federali - ha spiegato Gobbi - Non è infatti un mistero che l’unico ordine di voto esplicito che allora diede il PS svizzero fu proprio quello di non votare Norman Gobbi. Questo lasciò ampio margine di manovra agli amici romandi che colsero l’occasione per sostenere compatti un terzo Consigliere federale della loro regione.

Lasciato da parte il momento amarcord, Gobbi si è concentrato sulle trattative con l'UDC, un partito che lo ha sempre apprezzato. "Ricordo ancora con piacere le parole dell’allora presidente Toni Brunner e dell’allora capogruppo Adrian Amstutz che salutarono positivamente la mia candidatura, che coincideva pienamente con la linea politica del partito".

Insomma, il legame con i democentristi è ancora oggi molto solido, tanto da fare di Norman Gobbi uno dei maggiori sostenitori dell'unione tra le due lista. "Non sono mancate le occasioni in cui ho partecipato agli incontri organizzati dall'UDC anche oltre San Gottardo. Non si tratta solo di apparizioni di facciata, visto che mi trovo d’accordo con la loro linea su numerosi temi. Ho sempre manifestato senza indugio che sarei stato favorevole all’unione delle liste. L’esperienza vissuta ha certamente avuto il suo peso, ma a contare di più sono i molti tratti in comune tra Lega e UDC che mi hanno spinto in questa direzione. Oltre a questo, tra di noi c’è sempre stato un clima di lavoro positivo e costruttivo. La Lega ha una forte anima locale mentre l’UDC è il primo partito nazionale. Sono due movimenti di destra – quindi schierati sullo stesso fronte in molte battaglie – ma che riescono anche a garantire una certa complementarietà", ha spiegato il direttore del DI.

Per Gobbi, dunque, un matrimonio tra Lega e UDC "sarebbe l’ulteriore dimostrazione che le due anime possono coesistere". Tuttavia "non sarebbe stata un’imposizione, bensì un ragionamento a più ampio respiro che guardava fino alle prossime elezioni nazionali, non limitandosi alle elezioni cantonali di aprile". Per ora, però, tutto è fermo e i democentristi stanno lavorando a una lista tutta loro per le prossime cantonali. Ma in amore, si sa, mai dire mai: "Dipendesse da me, direi ovviamente di sì. Tuttavia, un percorso di questo genere avrebbe senso solo se potesse contare sul convinto sostegno di tutti. Il motto “l’unione fa la forza” vale anche in politica".

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