
"Il Consiglio di Stato intende incoraggiare i masterplan urbani per il clima e facilitare la diffusione delle alberature nelle città?". È quanto chiedono in un'interrogazione al Governo i deputati socialisti Raoul Ghisletta (primo firmatario), Henrik Bang, Anna Biscossa, Simona Buri, Nicola Corti, Ivo Durisch, Gina La Mantia, Tatiana Lurati, Daniela Pugno Ghirlanda, Laura Riget, Fabrizio Sirica e Bruno Storni.
"Christine Bräm, responsabile del verde della Città di Zurigo, presentando lo scorso 31 agosto il Masterplan urbano per il clima della Città tigurina, ha illustrato una dozzina di strumenti, basati soprattutto sulla diffusione di alberi e verde, ma anche di spazi d’acqua e di corridoi di ventilazione tra gli edifici, che possono ridurre fino a 10 gradi la temperatura, eliminando le isole di calore della città rispetto alla campagna circostante. Per concretizzare le misure sono tuttavia necessari cambiamenti a livello legislativo e amministrativo, come pure nella gestione degli spazi urbani e nelle costruzioni - scrivono i deputati - Ad esempio, in Ticino come in altri Cantoni, l’articolo 155 della Legge cantonale di applicazione e complemento del Codice civile stabilisce che le piante ad alto fusto, quali ad esempio il pino, l’abete, il cipresso, il noce e il castagno, non possono essere piantate e mantenute a meno di 8 metri dalle abitazioni che si trovano sul fondo del vicino. Per altri alberi più piccoli, la distanza minima dalle abitazioni si riduce invece a 4 metri".
"La giurisprudenza ha precisato che, nelle zone abitate, la nozione di “giardino” va estesa al terreno abitualmente libero attorno a una casa: sebbene la legge parli testualmente di distanza “dalle abitazioni”, parificandovi i “giardini”, la prassi giurisprudenziale ha stabilito che la distanza da rispettare va misurata comunque dal punto in cui inizia il “giardino”, ciò che equivale a farla coincidere (nelle zone abitate) con il confine della proprietà - concludono gli interroganti - Questo non facilita la possibilità di piantare alberature nei centri abitati allo scopo di ridurre l’impatto del surriscaldamento climatico nelle zone costruite. È un peccato, perché le alberature negli spazi costruiti costituiscono uno dei pilastri del masterplan clima della Città di Zurigo e sarebbero molto importanti anche per le città in Ticino. Infine ricordiamo, quale ultimo elemento della discussione, che il Municipio di Lugano ha dato un mandato per l’elaborazione di misure per contenere il surriscaldamento urbano (maglia verde e blu), che dovranno essere inserite nel suo piano direttore".
Ghisletta e cofirmatari chiedono pertanto se il Consiglio di Stato intende sostenere (anche finanziariamente) l’adozione di masterplan urbani per il clima da parte delle città ticinesi e la loro successiva realizzazione e se intende proporre al legislativo di modificare l’art. 155 della Legge cantonale di applicazione e complemento del Codice civile in modo da facilitare la messa a dimora di alberi nei centri abitati.
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