
Entro il 2015 doveva essere "o tutto, o morte". Invece, sia per la Pianificazione ospedaliera che per il Master in medicina, si mette male.
La Pianificazione prima o poi arriverà. Perché lo dice Berna. Pazienza se il messaggio è arenato in Commissione al punto che i deputati stanno valutando di rispedirlo al consiglio di Stato. Pazienza anche se Sopra e Sottoceneri sulla questione hanno dissotterrato l’ascia di guerra. Mettiamoci l’animo in pace. Magari non piacerà a nessuno, forse sforeremo di qualche mese, ma la Pianificazione ci sarà.
Per quanto riguarda il Master invece la faccenda è diversa. Oggi in Commissione è arrivato il rapporto. Ma le questioni ancora irrisolte sono molte.
Punto numero uno: la faida tra Sopra e Sottoceneri. L’unico istituto associato al Master avrebbe dovuto essere l'IRB di Bellinzona. Apriti cielo. Una delegazione dell’Ente regionale di sviluppo del Luganese ha fatto presente che a Taverne ha sede il SIRM, l’istituto Svizzero di medicina rigenerativa. È finita che su richiesta della Lega, l’Università e l’Istituto firmeranno una lettera d’intenti per una collaborazione futura.
Punto numero due: la Pianificazione ospedaliera che è ancora in alto mare. Ha davvero senso, si chiedono i commissari, decidere ora per il Master quando ancora non si sa dove saranno gli ospedali, a partire dalle specializzazioni? La domanda è stata girata al consiglio di Stato. Se si decidesse di attendere, temono alcuni, si finirebbe per perdere il treno rispetto ad altre università svizzere che già si stanno muovendo.
Punto numero tre: la questione docenti e allievi. La gatta frettolosa, si sa, fa i gattini ciechi. Se la struttura non è di qualità, non arriveranno neppure docenti con i fiocchi. E se la struttura non è di qualità, i docenti non sono d’eccellenza, a ruota potrebbero non esserlo anche gli studenti. I confederati finirebbero infine con l’optare per Università più prestigiose.
Certo, potrebbe andare tutto bene: accordo in Commissione, messaggio condiviso, Master che funziona. Oppure potrebbe andare tutto storto: niente accordo, più rapporti, nessuna condivisione. Non sarebbe la prima volta. E se addirittura si arrivasse ad un referendum, che lo lanci un partito o che lo facciano i comuni, il Master in medicina rischierebbe di avere vita breve. O tutto, o morte.
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