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Ticino
Massagno, rischio chiusura per due consultori
Massagno, rischio chiusura per due consultori
Massagno, rischio chiusura per due consultori
Redazione
10 anni fa
Berna taglia i fondi per gli uffici di consulenza alle donne dal 2019. Simoneschi Cortesi: "Scelta grave per il Ticino"

Due uffici che offrono consulenza alle donne a Massagno - il consultorio giuridico donna e lavoro e lo sportello Donna dell'associazione Dialogare-Incontri - sono a rischio chiusura. Questo a seguito della decisione del Consiglio federale di cambiare l'ordine di priorità per la concessione degli aiuti finanziari ai consultori. Come riferisce il Giornale del Popolo, si tratta di un provvedimento che, a partire dall'anno prossimo, prevede una riduzione dei fondi per i prossimi due anni (prima del 25%, poi della metà) fino a una sospensione totale dei finanziamenti nel 2019. Ad essere toccati sono 11 consultori attivi in tutto il paese, tra cui le due realtà ticinesi. 

Il primo, istituito nel 1997, si occupa di offrire consulenza a donne attive professionalmente che riscontrano problemi sul posto di lavoro (mobbing, molestie sessuali, licenziamento discriminatorio e disparità di condizioni). Lo sportello Donna invece si rivolge a ragazze e donne che desiderano inserirsi nel mondo del lavoro. 

Per Chiara Simoneschi Cortesi il taglio al sussidio finanziario, vincolato all'articolo 15 della legge federale sulla parità dei sessi, è un chiaro passo indietro: "Non si può semplicemente smettere di applicare un articolo di legge, senza neppure informare gli attori interessati" ha dichiarato la presidente della Federazione associazioni femminili Ticino al Giornale del Popolo. "È come se il consigliere federale Berset non applicasse più di punto in bianco l'articolo 15 della legge sulla parità dei sessi. Avrebbe dovuto almeno presentare un messaggio e, dopo la discussione in Parlamento, stralciare l'articolo di legge". 

Per Simoneschi Cortesi le ripercussioni dello stop finanziario si faranno sentire in modo particolare in Ticino, dopo oltre 20 anni di lavoro ed esperienza accumulata sul territorio. "Nel nostro Cantone la situazione è più grave che nel resto del paese" spiega ancora al Giornale del Popolo. "Molti hanno un apposito ufficio per la parità dei sessi, mentre in Ticino c'è una sola persona che si occupa di questo tema all'interno dell'amministrazione cantonale. Molto spesso quindi entriamo in gioco anche noi con i nostri sportelli. Con questa decisione viene ribaltato l'onere esclusivamente sui Cantoni anche se, appunto, non sempre esiste un'offerta simile". 

Per questo motivo, una volta venuti a conoscenza della decisione, i consultori hanno inviato l'8 giugno scorso una lettera al Consigliere federale Alain Berset per contestare tale decisione. Finora la missiva è stata sottoscritta da 2'559 persone. 

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