
Non c’è tregua per l’ex Palace di Lugano. Dopo che il Municipio lo scorso 8 aprile ha assegnato l’appalto per il Polo culturale al consorzio iberico-ticinese Comsa ed Ed.Im - costo 128.6 milioni -, ecco spuntare il ricorso del “secondo classificato”, un consorzio italo-ticinese. Entro il termine dei 30 giorni fissati per legge, il consorzio formato dall’italiana Tecnimont di Torino e dalla luganese Boni&Foglia, scrive oggi il Corriere del Ticino, ha inoltrato un voluminoso ricorso al Tram."Più che stupita - commenta oggi il capo dicastero cultura Giovanna Masoni - sono dispiaciuta". "I primi due concorrenti - spiega - erano relativamente vicini. Ed è chiaro che ogni concorrente è sempre convinto di essere il migliore. Quindi stupita è troppo, ma dispiaciuta si perché siamo nei tempi e nei costi, con un cantiere pronto. Parecchie decine di milioni pronti da deliberare a ditte ticinesi in un momento congiunturale così. Ripero: sono dispiaciuta".Ora dunque la parola passa al TRAM. "Vedremo - prosegue Masoni - se potremo continuare con il nostro programma o se dovremo sospendere i lavori". "Non si può biasimare l'esercizio di un diritto - aggiunge - la posta in gioco era alta. Ora bisogna aspettare che il tribunale si pronunci". Tempi? "Il tribunale è rapido", conclude Masoni. "Qui la materia è complessa, ma io confido in tempi brevi. Spero si risolva tutto in pochi mesi".Foto CdT Fotogonnella
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