
Il Municipio di Lugano ha deciso, e lo ha fatto all’unanimità. Roberto Badaracco dentro, Giovanna Masoni fuori dal consiglio di fondazione del Museo d’arte della Svizzera italiana. Dopo la tormentata epopea delle nomine al LAC, conclusasi con una bagarre in consiglio comunale e una pioggia di ricorsi, pensavamo che il “valzer delle nomine” a Lugano si fosse preso una bella pausa. Invece no.
Ad infiammare gli animi in questi ultimi giorni come detto ci si è messa l’elezione dei membri del Consiglio di fondazione del Museo d’arte della Svizzera italiana. Protagonista della vicenda, come già avvenne per il LAC, l’ex-municipale Giovanna Masoni. L’esponente liberale come riporta il Cdt non è stata riconfermata quale membro nel consiglio del MASI.
Il Municipio, che aveva diritto a scegliere tre membri del Consiglio di fondazione, ha deciso - stando a nostre informazioni - all’unanimità, di nominare il municipale Roberto Badaracco, il direttore delle attività culturali Lorenzo Sganzini e il collezionista Giancarlo Olgiati.
A quel punto pare che l’ex-municipale abbia giocato la sua ultima carta. Proponendosi come membro "libero". Ma questo avrebbe comportato l’uscita dal consiglio di fondazione di Lorenzo Sganzini che sarebbe passato al ruolo di segretario. Una proposta che non ha fatto breccia, visto che Sganzini è rimasto al suo posto nel consiglio di fondazione, e Masoni no.
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Christian Fini
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