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Ticino
Masoni dovrà restituire il suo archivio
Redazione
12 anni fa
Il possesso degli incarti da parte dell'ex consigliera di Stato è stato definito "clandestino ed equivoco" dalla Pretura di Bellinzona

L'ex consigliera di Stato Marina Masoni dovrà restituire al Cantone gli incarti contenuti in 1235 scatole che attualmente si trovano al suo domicilio di Lugano che riguardano la sua attività in Governo dal 1995 al 2007. Lo ha deciso la Pretura di Bellinzona, in data 4 giugno, che ha definito il possesso dell'archivio politico di Masoni come "clandestino ed equivoco".

Secondo la Pretura l’archivio creato dalla Signora Masoni non può essere considerato personale e deve quindi essere restituito: “Ogni membro dell’esecutivo”, si precisa nella decisione, “nel momento in cui ha terminato il suo incarico, deve restituire tutto ciò che ha un legame intrinseco con l’esecuzione del mandato/mansione eseguita, sia esso di natura eminentemente politica, che propriamente esecutiva”. Fanno eccezione i documenti personali, quali biglietti d’auguri, di felicitazioni, di ringraziamenti e complimenti come pure bozze, appunti, annotazioni, studi preparatori, note personali, articoli, discorsi, lettere e risposte personali.

L’obbligo di restituzione è rafforzato dal delicato incarico che riveste un Consigliere di Stato e dall’interesse pubblico alla restituzione di tutto ciò che è legato all’attività svolta in seno all’esecutivo.

Marina Masoni ha ora la possibilità d'impugnare la decisione della Pretura davanti al Tribunale d'Appello.

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