Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Due aziende ticinesi, la Palo Alto e la Lab3D, hanno "cambiato settore" lanciandosi nella produzione d'emergenza
Redazione
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
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Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
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Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano
Mascherine e pezzi di respiratori stampati in 3d a Lugano

Hanno stampato connettori per maschere d’emergenza per respiratori, sul modello inventato dall’azienda di Brescia che ha modificato le maschere da snorkeling di Decathlon, e le hanno donate alla Protezione civile di Erba. Hanno iniziato a produrre mascherine protettive (a supporto del progetto avviato dalla SUPSI) per gli ospedali e le case anziani ticinesi che non ne hanno a sufficienza. Presto potrebbero stampare pezzi per i respiratori di terapia intensiva e tamponi nasofaringei. Prodotti che potete vedere nella Gallery.

Non si tratta di due grandi aziende industriali, ma di due PMI ticinesi, la Palo Alto (conosciuta i servizi di digitalizzazione e per le forniture da ufficio, in particolare stampanti e fotocopiatrici) e Lab3D (azienda specializzata nella stampa in tre dimensioni). Le due ditte a marzo hanno avviato una partnership spostando il laboratorio di Lab3D negli spazi di Palo Alto, quelli che tutti avranno già visto in via Zurigo.

Le due società, in un comunicato stampa, raccontano ciò che già hanno fatto e ciò che potrebbero fare e si sono ufficialmente messe a disposizione dell’ufficio medico cantonale e degli enti ospedalieri e di ricerca. Un mutamento del loro lavoro che è coordinato dall’interection designer Asanka Withanaarachchi, dal designer ed esperto di additive manufacturing Markus Schnabel e dal product manager Simone Severoni.

“Usare la stampa 3D in modo mirato laddove la necessità è maggiore, consente una rapida reazione al problema crescente”. I materiali utilizzati sono certificati e disinfettabili ma, spiegano, “al momento gli oggetti stampati non sono certificati”, si tratta infatti di una produzione d’urgenza in piena regola. Per capire quali strutture desiderano accettare la fornitura si sono attivati volontari in Svizzera, in Italia e in Spagna.