
“Ringrazio chi mi ha sostenuto e creduto in me”. Queste le parole del senatore ticinese Dick Marty dopo la lettura del risultato del primo scrutinio da parte di Chiara Simoneschi-Cortesi, presidente dell'Assemblea federale. Il senatore ticinese, ha infatti ottenuto 34 voti, rispetto ai 58 di Didier Burckhalter, dei 79 di Urs Schwaller e dei 73 di Christian Lüscher. Marty, dopo la lettura dello scrutinio, ha deciso di ritirarsi dalla corsa per la successione di Pascal Couchepin in Consiglio federale. Il senatore, rivoltosi all'Assemblea federale, ha spiegato che la sua candidatura è partita da una domanda precisa che gli era stata posta alcune settimane fa. “Lei si candiderebbe?”. Marty ha risposto sì. “Una testimonianza, la mia, per la Svizzera italiana che non è esclusa, semplicemente dimenticata". Ma per il senatore il Ticino si è reso in parte responsabile della situazione in cui si trova attualmente il cantone italofono. "La Svizzera italiana non è riuscita a proporre nessun candidato”. “Spero che questa elezione possa essere un punto di riflessione tra i contatti del Ticino con il resto della Svizzera. Bisogna sapere quale immagine vogliamo dare a Berna. Immagine che avrebbe potuto e dovuto essere migliore”. E poi: “I rapporti tra Confederazione e Svizzera italiana sono preoccupanti”. "Se Fulvio Pelli si fosse candidato per tempo - ha dichiarato infine Marty - sono persuaso che sarebbe stato eletto".
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