
Nessun errore medico. Per salvare Cristina Caccia fu fatto tutto il possibile. Una decisione che mette fine all'inchiesta aperta d'ufficio dalla procura di Zurigo dopo il decesso della 25enne di Cadenazzo vittima dell'attentato di Marrakesh. Scopo dell'inchiesta accertare eventuali errori da parte dei medici ma, come detto, nessuna carenza nelle cure prestate prima in Marocco poi in Svizzera è stata riscontrata. Solo con il senno di poi - hanno concluso gli inquirenti - in alcune circostanze si sarebbe potuto agire diversamente. "Siamo soddisfatti delle risposte ricevute dal medico al quale abbiamo mostrato la documentazione, che ci ha permesso di capire meglio quanto successo - ha spiegato alla RSI Arnaldo Caccia, il padre di Cristina. Ci rincresce però d'aver dovuto aspettare ben sei mesi prima che i due rapporti ci venissero consegnati. I tempi - conclude Caccia - sono stati decisamente troppo lunghi".
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