
“Maroni, Salvini e la Lega Nord non sono esenti da colpe per quanto avvenuto domenica in Canton Ticino”. È il parere di Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd che assieme al suo partito presenterà domani, all'inizio della seduta del Consiglio regionale, una mozione urgente per cercare di chiarire "quanto prima" i rapporti tra la Lombardia e Canton Ticino dopo l’esito dell'iniziativa democentrista "Prima i nostri".
Secondo Gaffuri i rapporti con il Ticino si sono affievoliti: "Esiste una Commissione speciale che dovrebbe occuparsi dei rapporti tra le due regioni contermini", ribadisce il consigliere regionale, nonché segretario di quella Commissione. Ma "da quando è cambiato il presidente (un’alternanza in casa Lega tra l’attuale assessore Francesca Brianza e il consigliere Antonello Formenti), quasi all’inizio dell’anno, gli incontri si sono via via rarefatti fino a non riunirsi più dopo le vacanze estive. Eppure i temi non mancano", alludendo per esempio alla questione del cabotaggio, ossia il noleggio con conducente. "Parlano tanto di mancanza di reciprocità" continua Gaffuri, "ma ecco un ambito in cui già manca e da parte loro”.
La mozione urgente servirà a chiarire anche questo punto ed evitare discriminazioni verso i lavoratori frontalieri. “Impegneremo la Giunta e la Commissione a fare il punto sulla garanzia delle condizioni di pari trattamento e sulla reale volontà di prosecuzione delle forme di collaborazione – continua Gaffuri –. L’elemento di distorsione del mercato del lavoro ticinese da contrastare è costituito dalla sperequazione salariale praticata dalle imprese locali ai danni dei lavoratori italiani. La Svizzera dovrebbe ricominciare da qui: ne va del bene anche dei suoi cittadini”.
Per quanto riguarda Maroni e i suoi alleati, Gaffuri e il Pd sono chiari: “Hanno in qualche modo alimentato questa situazione e questo clima. Basti dire che, di fronte a quanto sta accadendo, evidente già con il voto del febbraio 2014, il Consiglio regionale non ha mai incontrato le istituzioni ticinesi, se non una volta, appena insediato. Ma poi le cose sono cambiate e non ci siamo più confrontati. Forse dovremmo ripartire da qui. Ma Maroni deve decidersi: o con i frontalieri o con la Lega dei Ticinesi”.
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