
"Non chiamatalo albo anti-padroncini". L'appello in favore della nuova legge sulle imprese artigianali, questa volta, non proviene dal ministro Claudio Zali; bensì dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Il tema - che nei giorni scorsi, al di là della frontiera, ha fatto storcere il naso perfino in quel di Roma - è stato affrontato oggi a Milano nell'ambito di un incontro a porte chiuse con il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi.
"Per noi l'importante era chiarire che non si trattasse di una misura discriminatoria" ha dichiarato Maroni una volta terminato il meeting.
"Abbiamo approfondito la questione e rilevato che non si tratta di una legge "anti-qualcuno" ha continuato ai microfoni di TeleTicino. "Naturalmente abbiamo anche delle preoccupazioni perché ci sono dei costi aggiuntivi per le nostre imprese. Ma se considerassi tale legge come discriminatoria chiederei subito la cancellazione. Ora abbiamo istituito un tavolo di monitoraggio per osservare gli effetti della nuova legge".
Dal canto suo Norman Gobbi si è detto tranquillo: "È una legge solida, poiché compatibile con gli accordi di libera circolazione. Il nostro obbiettivo è quello di avere aziende che siano sane".
Entrambi i presidenti hanno auspicato più collaborazione da ambo le parti, e non solo sul fronte delle imprese artigianali. Durante l'incontro si è parlato anche della chiusura notturna dei valichi minori per combattere la criminalità transfrontaliera e, chiaramente, della tanto controversa tassazione dei frontalieri. Proprio oggi l'associazione frontalieri Ticino ha fatto sapere che il 2 aprile intende scendere in piazza in segno di protesta. Il tema verrà affrontato a Roma il prossimo 20 marzo.
Riguarda il servizio di TeleTicino sull'incontro odierno nel video allegato.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

