
Il tema del frontalierato e l'accordo fiscale con la Svizzera è stato al centro di un incontro pubblico che si è tenuto questa sera a Luino. Presenti all'evento il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco e il vicesindaco di Luino, l'assessore Francesca Brianza e circa 150 frontalieri.
Il sindaco di Luino Andrea Pellicini ha sottolineato come "quello dei frontalieri è un problema lombardo" e che per questo motivo si son voluti riunire i massimi vertici della Regione. "Questo accordo dimentica i frontalieri" ha proseguito. "Riportare i soldi in Italia è un ottimo obiettivo, ma questo accordo non considera i frontalieri, che si fanno un mazzo per il lavoro. L'obiettivo vero svizzero è di rendere meno attrattivo il frontalierato e quindi estromettere i nostri lavoratori, gli unici non tutelati dall'accordo. La nostra è una terra che vive del frontalierato, non abbiamo grosse industrie, quindi difendere il frontalierato è difendere la nostra terra."
"Negli ultimi anni" ha esordito Francesca Brianza, "mi è parso di vedere una crescente attenzione, ma in senso negativo, verso le zone di confine. Il governo si è accorto che c'era un bel tesoretto e quindi perché non approfittarne? È vero che ci sono delle disparità di trattamento tra i frontalieri e i lavoratori in Italia, ma i frontalieri fanno molti sacrifici e sono essenziali per l'economia del Ticino. La regolamentazione del '74 aveva creato una situazione di equilibrio. Ma ora siamo arrivati alla revisione di questi accordi bilaterali. Noi come regione Lombardia abbiamo chiesto di essere ascoltati, ma purtroppo così non è stato."
Sono poi seguiti alcuni interventi da parte del pubblico. Un frontaliere, rivolgendosi a Maroni, ha detto: "Voi appoggiate la Lega dei Ticinesi, che ci denigra". E lui ha ribattuto: "Io litigo sempre con i ticinesi, se è per questo".
"Ho mandato a quel paese Norman Gobbi più di una volta" ha poi affermato durante il suo intervento il governatore lombardo. "Con la Lega dei ticinesi andiamo d'accordo, ma se li devo attaccare li attacco. Per il dialogo tra di noi per fortuna che c'è la Regio Insubrica, che ci offre un dialogo diretto."
Per quanto riguarda l'accordo fiscale, Maroni ha specificato che si tratta di un accordo internazionale: "La Regione Lombardia non è stata coinvolta. Io il 2 giugno dell'anno scorso sono andato a Berna per capire le intenzioni del Governo svizzero. Come sapete la Svizzera non è nell'UE, ma è nello spazio Schengen. E dal primo gennaio fa parte di EUSALP (Strategia UE per la regione alpina). Quindi per certi versi la Svizzera è più dentro l'UE che la Gran Bretagna, per fare un esempio."
"Non si sa ancora" ha proseguito, "quando entrerà in vigore questo accordo, che comprende il nuovo regime fiscale per i frontalieri. Noi non possiamo intervenire, come Regione Lombardia, ma possiamo dare voce ai lavoratori lombardi. È il parlamento italiano che si deve decidere. Io rappresento tutti i lombardi, persino quelli che tengono all'Inter. E anche i rappresentanti lombardi a Roma devono essere uniti. Altrimenti non ci ascolteranno."
"La nuova legge verrà discussa dal Parlamento italiano in estate" ha concluso il presidente. "Da qui ad allora noi lombardi dobbiamo organizzarci."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

