
Dal 1. settembre 2026 il Prof. Mario Padula assume la direzione dell’Istituto di ricerche economiche (IRE) dell’Università della Svizzera italiana (USI). Economista specializzato in previdenza, finanza familiare, risparmio, consumo ed economia dell’invecchiamento, Padula assume anche il ruolo di Professore di Economia presso la Facoltà di scienze economiche dell’USI.
«Vorrei ringraziare anzitutto chi mi ha preceduto, il professor Mario Jametti, in un incarico tanto esaltante quanto impegnativo, per il ruolo che l’lRE ha svolto a favore dell’economia e delle istituzioni del Canton Ticino – è il commento di Padula –. È un ruolo che va consolidato e rafforzato. Nell’IRE, e nell’Università della Svizzera italiana, che resta e dovrà restare il primo e imprescindibile presidio all’identità culturale del Paese, risiedono le competenze necessarie per cogliere le sfide della complessità che questi tempi ci riservano. Le società che invecchiano, i cambiamenti climatici, ma anche le conseguenti trasformazioni del tessuto economico e sociale e le connesse politiche pubbliche che le affrontano saranno oggetto dell’analisi delle ricercatrici e dei ricercatori dell’IRE con uno sguardo attento alle dinamiche del territorio e sempre ricordano che, parafrasando Leonardo Da Vinci, non c’è buona pratica senza buona teoria».
«L’Istituto di ricerche economiche rappresenta bene la vocazione dell’USI: un’Università radicata nel proprio territorio e, allo stesso tempo, aperta al contesto nazionale e internazionale, capace di attrarre competenze ed esperienze di alto livello e di metterle al servizio dell’economia regionale», afferma il rettore dell’USI Claudio Bassetti. «Il ritorno di Mario Padula all’USI va in questa direzione. La sua esperienza accademica e istituzionale maturata in diversi paesi europei e le sue competenze in ambiti oggi particolarmente rilevanti – dalla previdenza all’economia dell’invecchiamento, dalla finanza familiare alla valutazione delle politiche pubbliche – rappresentano un valore aggiunto per l’IRE. Sono convinto che sotto la sua direzione l’Istituto potrà rafforzare ulteriormente la qualità e l’impatto della propria ricerca, contribuendo alla comprensione delle grandi trasformazioni economiche e traducendo conoscenze e prospettive internazionali in risposte alle sfide del Cantone, a beneficio dell’economia, delle istituzioni pubbliche e private e, più in generale, del territorio».

