
"È uguale avere un consigliere federale ticinese o bernese. L'importante è che sia un buon consigliere federale."
A dichiararlo è l'architetto ticinese più famoso al mondo, Mario Botta, in una lunga intervista rilasciata a Bilanz, che inizia affrontando l'argomento dell'elezione del successore di Didier Burkhalter, il prossimo 20 settembre a Berna.
Mario Botta afferma di avere incontrato un paio di volte Ignazio Cassis. "Mi è sembrato una persona onesta e già questo non è male" dichiara. "Ma devo dire che non vedo nessuna forza convincente, né in Ticino né nel resto del Paese."
"Sono fondamentalmente insoddisfatto dal mio Paese" prosegue l'architetto. "50 anni fa, quando ero giovane, c'erano i sessantottini. Eravamo pieni di speranze, di obiettivi, di visioni. Allora non potevamo immaginarci che ci sarebbero state ancora guerre o correnti di migranti di dimensioni quasi bibliche. E adesso ci troviamo in mezzo a un mondo e a un'Europa in piena confusione. E la Svizzera? Ci è finita dentro, non ha più una sua identità. Quali sono oggi i valori che la Confederazione offre?"
"C'è la stabilità, è vero, ma mancano le prospettive, l'ispirazione" aggiunge Botta. "L'edonismo della società consumistica da solo non basta."
"La società odierna si è un po' addormentata" prosegue l'architetto. "Oggi abbiamo l'illusione che con l'elezione del membro di un Governo qualcosa possa cambiare. Ma in Svizzera tutti i politici sono interscambiabili tra di loro. Si può spostare il ministro degli esteri alla cultura, il ministro della difesa alla socialità. È una macchina che ha presa su quasi tutto e rende difficile cambiare qualcosa. Il sistema svizzero è così forte che persino il più potente uomo politico, Christoph Blocher, ne è stato estromesso. In altri Paesi i politici potenti restano al potere per decenni."
Il giornalista di Bilanz chiede quindi a Botta se in Svizzera ci vorrebbe un Emmanuel Macron, qualcuno che voglia rovesciare il Paese. "Seguo la sua ascesa con preoccupazione" risponde l'architeto. "Macron è troppo bello, troppo alla moda, troppo mondano. Non sono sicuro che durerà a lungo. A me piacevano di più François Mitterand e Charles de Gaulle, persone che avevano valori chiari."
"Anche in Svizzera abbiamo avuto uomini politici con una certa caratura" prosegue Botta. "Adolf Ogi aveva delle visioni. Come Pierre Aubert. Naturalmente se io confronto il Governo svizzero ai regimi corrotti di altri Paesi, posso essere contento. Ma se lo confronto con quello che la Svizzera potrebbe dare e fare, allora ho l'impressione che il nostro Governo e i nostri politici si accontentano di portare avanti l'amministrazione. Si limitano a risolvere piccoli problemi o piccoli pezzi di problemi. Una volta invece guardavano l'insieme del piatto."
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