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Ticino
"Marina Masoni presidente PLRT"
"Marina Masoni presidente PLRT"
"Marina Masoni presidente PLRT"
Redazione
10 anni fa
Sergio Morisoli propone "qualcuno di cui in molti cominciano a sentire la mancanza, ma non osano dirlo"

Si terrà verosimilmente in febbraio l'elezione del nuovo presidente del Partito liberale radicale ticinese, dopo che l'attuale presidente Rocco Cattaneo ha annunciato di non voler sollecitare un nuovo mandato.

Ma mentre la Commissione cerca presieduta da Michele Morisoli sta procedendo a vagliare le possibili candidature, c'è un altro Morisoli, Sergio, che le idee le ha già in chiaro.

L'ex deputato liberale radicale (oggi La Destra) propone di eleggere alla testa del PLRT la donna con cui ha lavorato per anni a Bellinzona, l'ex consigliera di Stato Marina Masoni.

In un'opinione pubblicata oggi sul Corriere del Ticino, Sergio Morisoli non fa espressamente il nome dell'ex direttrice del DFE di cui è stato collaboratore personale, ma lascia chiaramente intendere che a suo dire Marina Masoni rappresenta il profilo ideale.

"Il PLR si trova a dover cercare un nuovo presidente" scrive il deputato de La Destra. "Ha una chance enorme e unica per lui e forse anche per noi, per cambiare il gioco e magari la sua storia. A seconda di chi sceglierà potrà trovare qualcuno con muscoli di acciaio per ributtarsi nella mischia e rivincere nella spartizione clientelare dei mezzi statali; oppure trovare qualcuno che ha cervello, coraggio ed attributi per staccarsi da questa assura corsa e iniziare a rilanciare il Paese. Non dall'alto, ma con fatica e umiltà dal basso; dalla rinascita di un partito nuovo come forma aggregativa e espressiva della società civile che è mutata radicalmente, e che vuole relativizzare il ruolo e il potere ultimo della politica."

"Potrebbe essere qualcuno che questo metodo e lavoro di ricentramento lo ha promesso oltre 20 anni fa, e in parte lo ha realizzato con successo in 12 anni di Governo" scrive ancora Sergio Morisoli. "Qualcuno che non è vecchio né giovane e che, dopo 10 anni, in molti cominciano a sentirne non solo nostalgicamente ma operativamente la mancanza, ma non osano dirlo al partito e al Paese. E forse nemmeno a quella persona."

Beh, adesso qualcuno l'ha detto.

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