
Si chiuderà dopo 12 anni l’era di Christian Levrat alla presidenza del Partito socialista svizzero (PSS). Il 49enne friburghese cederà infatti le redini il prossimo aprile e, come prevedibile, è già partito il più classico dei 'toto-nomi'.
Secondo indiscrezioni del Tages-Anzeiger il partito sarebbe alla ricerca di una donna svizzero-tedesca. Il Tagi aveva avanzato i nomi di 4 consigliere nazionali, come Flavia Wasserfallen (BE), Nadine Masshardt (BE), Mattea Meyer (ZH) e la vicepresidente del PS 55enne Barbara Gysi (SG), che ha però lo svantaggio dell'età, non incarnando il cambio generazionale a cui punterebbero i vertici. Un ulteriore scenario sarebbe quello della copresidenza, che vedrebbe la donna in questione affiancata da un uomo.
Per il politologo ticinese di area socialista Nenad Stojanovic al PS serve una "nuova Christiane Brunner" e tra i nomi da lui elencati come potenziali successori vi sono anche quelli della vodese Ada Marra (VD) e, soprattutto, della ticinese Marina Carobbio, rieletta alla Camera del popolo lo scorso 20 ottobre e attualmente in corsa per un posto agli Stati.
La diretta interessata, dal 2008 vicepresidente del PSS e dall'anno scorso presidente del Consiglio nazionale, ha però chiarito di non essere a disposizione. “Serve un cambio generazionale - ha spiegato a Ticinonews - Alla presidenza vedrei bene una figura femminile, soprattutto in un partito come il nostro con il 60% di donne elette al Nazionale”. Insomma, largo ai giovani. O meglio, alle giovani.
Carobbio ha ringraziato Levrat per il lavoro svolto in questi anni e per i risultati raggiunti, citando ad esempio l’aumento degli iscritti oppure le vittoriose battaglie nella raccolta firme contro i Gripen oppure contro la Riforma III dell'imposizione delle imprese nel 2017.
Nel frattempo, due delle personalità indicate dai media quale possibile successore di Levrat si sono chiamate fuori: Jon Pult (GR), appena eletto in Consiglio nazionale, ha fatto sapere di sostenere una candidatura femminile al pari della consigliera nazionale Nadine Masshardt (BE).
Per il momento le donne socialiste non hanno un candidato pronto. "Naturalmente vi è il desiderio di portare un'esponente femminile ai vertici, ma attualmente non è ancora il caso di avanzare nomi, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS la co-presidente Natascha Wey. Dal canto suo la Gioventù socialista (GISO) auspica vertici più giovani, più femminili e portati a proporre "coraggiose alternative, invece che biechi compromessi".
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