
I richiedenti l'asilo ospitati presso la Protezione civile di Camorino sono felici che l'appalto per la sorveglianza del centro sia stato tolto alla Argo 1 SA di Cadenazzo e affidato alla Securitas.
Perché sotto la sorveglianza dell'agenzia di sicurezza gestita "de facto" dal 36enne arrestato mercoledì con le accuse di usura, sequestro di persona e atti di violenza, ne hanno passate di cotte e di crude.
"Capitan Marco era un duro e un violento. Urlava sempre e minacciava di farci rimandare al nostro paese" racconta un giovane asilante intervistato ieri a Camorino dal Giornale del Popolo. "Avevamo paura, qualcuno mi ha detto di essere stato picchiato."
E in effetti l'ex marito di Anna Oxa è accusato anche di aver messo le mani addosso ad almeno un richiedente l'asilo.
Diverso il discorso per quanto riguarda l'altro agente di sicurezza arrestato mercoledì, Ümit Y., il 32enne svizzero-turco accusato di legami con l'ISIS.
Tutti i richiedenti l'asilo intervistati dal GdP definiscono Ümit "una persona taciturna".
"Ogni tanto parlava con il gruppetto di musulmani nel rifugio, tre o quattro in tutto" racconta un asilante. "Qualche volta li ha anche accompagnati alla moschea di Giubiasco a pregare".
"A me sembrava tranquillo" afferma un altro giovane. "Severo sì, ma non esagerato come Capitan Marco."
Attualmente a Camorino sono ospitati circa 60 richiedenti l'asilo, tutti giovani uomini provenienti da Eritrea, Afghanistan, Somalia, Pakistan, Tibet, Iran e Iraq. Il centro, che inizialmente doveva essere temporaneo, è destinato a diventare definitivo, con il benestare dell'autorità comunale.
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