
"Lo ribadisco: l'Udc non ha alcun contatto con gruppi di estrema destra". Marco Chiesa, presidente nazionale democentrista, proprio non vuole sentire parlare di un accostamento del suo partito a Junge Tat. Il gruppo, praticamente sconosciuto in Ticino fino all’altro ieri, è balzato agli onori della cronaca dopo che sabato tre giovani uomini, con il cappellino e dal volto coperto, sono saliti in cima alla torre Bianca di Castelgrande, da dove hanno srotolato uno striscione con un messaggio che non ha lasciato spazio ad interpretazioni: "Migranti a casa".
I legami
Ci sono stati casi che legano esponenti democentristi a Junge Tat. Quello più emblematico è rappresentato da Maria Wegelin, presidente dell'Udc di Winterthur, che per la sua campagna elettorale per le elezioni federali ha reclutato due membri del movimento. Una scelta che, proprio in questi giorni, le è costata la carica. "Le sezioni cantonali intervengono sempre quando si avverte l'esigenza di ribadire quali siano i principi del partito, andando a escludere derive che non hanno nulla a che fare con la politica dell'Udc", commenta Chiesa a Ticinonews.
Migranti tema centrale
A una prima lettura, tuttavia, sull’immigrazione Junge Tat sembra pensarla più o meno come l’Udc. "Il problema dei migranti sussiste e lo vediamo ogni giorno", commenta il consigliere agli Stati ticinese. "Aiutate da bande criminali, in Svizzera arrivano delle persone transitate da paesi sicuri, dove però non hanno depositato una domanda d'asilo. Decidono di farlo in Svizzera perché sanno che è un paese generoso, dove c'è la possibilità di rimanere a lungo".
Sirica: "Strumenti professionali"
Junge Tat è un’organizzazione di estrema destra basata principalmente in Svizzera tedesca. Il co-presidente del Partito socialista Fabrizio Sirica esprime seria preoccupazione per l'estremismo di destra. Sul tema ieri è stata inviata un'interpellanza al Consiglio di Stato, con cui il Ps chiede lumi sul fenomeno. In attesa di risposte, Sirica comunque osserva che "inchieste stanno dimostrando che ci sono strumenti professionali nella divulgazione di azioni di questo genere. È difficile pensare che un collettivo di soli giovani riesca a organizzarsi nel modo he abbiamo visto. Il punto fondamentale resta però che non si possono fare passare questi messaggi".
Forte presenza virtuale
I membri attivi di Junge Tat sarebbero poche decine, mentre i simpatizzanti diverse migliaia: lo scorso anno, il canale Telegram del gruppo contava oltre 6'000 iscritti. Per fare proselitismo, Junge Tat sfrutta i social network e dispone di un proprio sito internet.

