
"Non voglio dire dilettanti allo sbaraglio, ma quasi". È lapidario, il coordinatore della Lega Attilio Bignasca nel suo commento alla manifestazione organizzata da Tiziano Galeazzi (UDC) e Daniele Casalini (Lega) per portare la voce dei ticinesi in difficoltà a Berna.
Un viaggio, più che una manifestazione, ideato ad inizio ottobre su Facebook e poi portato avanti dai due combattivi consiglieri comunali di Lugano. Stando agli organizzatori, saranno più di un centinaio i ticinesi che mercoledì, in treno o in auto, raggiungeranno la capitale per consegnare le loro lettere di malcontento alla deputazione ticinese alle Camere federali. Ad accoglierli vi saranno di sicuro Lorenzo Quadri e Pierre Rusconi. Il resto è ancora tutto un'incognita.
Un'iniziativa apartitica, quella di Galeazzi e Casalini, che però non raccoglie l'entusiasmo dei loro rispettivi leader di partito. "Hanno sbagliato la data, è troppo freddo" afferma ancora Attilio Bignasca. "E poi la gente a dicembre ha altro a cui pensare. Io sono stato settimana scorsa a Berna e c'era un casino per il mercatino di Natale... Arrischiano di perdersi nel mercatino."
Anche la Lega, in estate in occasione della carovana della libertà bis, aveva ventilato l'ipotesi di una marcia su Berna da tenere durante l'inverno... "Ci stiamo pensando, ma fin quando fa freddo non ci andiamo. La prima data utile è il 20 marzo."
Quella della Lega però sarà tutta un'altra cosa, ci dice Bignasca, critico nei confronti dell'improvvisata iniziativa personale di Galeazzi e Casalini. "Galeazzi, come tutti gli UDC, si muove da solo, in base alle proprie ambizioni personali. Casalini invece è un entusiasta e si è lasciato coinvolgere. Quando gli ho detto qualcosa era già troppo tardi per tirarsi indietro. In ogni caso gli ho detto di prendere della bandiere alte per non perdersi nel mercatino. Ma neanche troppo alte, in modo da non impigliarsi negli addobbi natalizi..."
Meno scettico il presidente dell'UDC Gabriele Pinoja. "Tutti quelli che fanno qualcosa nell'ambito di rimarcare i problemi dei lavoratori fanno bene" afferma. "Il bello della Svizzera è che siamo liberi di manifestare per qualsiasi cosa ci stia a cuore."
Pinoja non crede che il viaggio a Berna di mercoledì possa ottenere una grande risonanza a Berna, tanto meno grandi risultati, "ma tutto quello che si fa, male non fa".
Galeazzi, spiega Pinoja, ha consultato i vertici del partito prima di lanciarsi nell'iniziativa. "Mi ha chiesto un mio parere e io gli ho detto che era liberissimo di farlo. Come detto, non è pensabile ottenere chissà cosa in questo modo, ma tentare non nuoce."
Riusciranno Galeazzi e Casalini a far sentire la voce dei ticinesi a Berna o le loro rivendicazioni si perderanno nel mercatino? La risposta dopodomani.
AS
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