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Ticino
Marchesi: "La Scuola che verrà progetto controproducente"
Marchesi: "La Scuola che verrà progetto controproducente"
Marchesi: "La Scuola che verrà progetto controproducente"
Redazione
8 anni fa
Il presidente dell'UDC Ticino replica alle critiche Manuele Bertoli ai promotori del referendum contrario al progetto

Prosegue senza soste il batti e ribatti tra Manuele Bertoli e i sostenitori del referendum contro La scuola che verrà. Dopo la pronta risposta del presidente del DECS, apparsa direttamente questa mattina sul suo sito, il presidente dell’UDC Ticino Piero Marchesi ha prontamente replicato attraverso una lettera aperta, che pubblichiamo di seguito.

“Il Consigliere di Stato e capo del DECS Manuele Bertoli non si da pace”, commenta Marchesi. Il referendum su La Scuola che verrà lanciato dall’UDC con Area Liberale, con il sostegno di UDF e di diversi politici della Lega e del PLR, gli causa grossi mal di pancia e reazioni incontrollate”.

“Tanto incontrollate da definire «menti contorte» chi ha osato lanciare una raccolta firme per mettere in discussione il «suo progetto». Bertoli dovrebbe conoscere i meccanismi della democrazia diretta, dove un cittadino che non condivide una decisione del Parlamento ha la facoltà d’invocare il referendum e chiamare il popolo al voto”, prosegue nella sua replica il presidente dell’UDC Ticino.

“Forse questo strumento è legittimo solamente quando ad usarlo è il partito del Consigliere di Stato? Qualche settimana fa proprio il PS, con altre formazioni, ha consegnato circa 7’000 firme contro la riforma fiscale e sociale approvata dal Parlamento. Loro possono, noi no”, precisa Marchesi.

“La scuola che verrà a noi proprio non piace e anche molti docenti la avversano, ne abbiamo avuto conferma dalle molte telefonate, email e contatti personali di questi giorni proprio da questa categoria così toccata dal progetto”.

“Bertoli, si fidi”, assicura Marchesi, “molti docenti combattono la sua riforma, forse non in prima fila, ma nelle retrovie sono in molti. Da tempo ci siamo dichiarati contro «La Scuola che verrà » perché è un progetto sbagliato, ideologico e controproducente. Invece di migliorare la preparazione dei nostri giovani e avvicinarli al difficile mondo del lavoro, saranno ancora più impreparati".

Il nostro gruppo non è certamente rimasto con le mani in mano, ha proposto emendamenti, un’iniziativa parlamentare e una serie di critiche costruttive. Tutte rigorosamente bocciate”.

“Ora, prosegue nella sua lettera Marchesi, "che lei sia arrabbiato e offeso ci può anche stare, un Consigliere di Stato dovrebbe però essere sempre pronto a mettersi in discussione. “Che poi si accusi chi lancia un referendum, più che legittimo vista la posta in gioco, di avere le «menti contorte», questo no”.

“Non da una persona che ricopre una delle cariche politiche più importanti del Cantone. Il rispetto, quello che lei ha preteso giustamente in più di un’occasione dovrebbe averlo anche per chi non la pensa come lei”.

“La invito pertanto a rilassarsi, potremo dibattere del progetto una volta raccolte le firme, è inutile agitarsi ora. Bertoli, stia sereno, le garantisco che metteremo il nostro impegno nella raccolta firme, dopo questa sua infelice uscita anche più di prima”, conclude Marchesi.

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