
La Lega, riunitasi ieri in Assemblea, ha aperto a un incontro con l'UDC in vista delle Cantonali 2027. Della serie: dopo il caso Zali e le dimissioni del consigliere di Stato, la cosiddetta «pietra d'inciampo» secondo il presidente democentrista Piero Marchesi, è possibile riallacciare i rapporti e, soprattutto, ricostruire l'alleanza.
Lo stesso Marchesi, intervistato da TicinoNews a Semione, dove il partito sta festeggiando il Primo Agosto, ha tagliato corto al riguardo: «Siamo a disposizione per trovarci con la Lega, per noi è un partner importante. Lo è stato in passato e lo sarà evidentemente anche in futuro». Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non proprio: «Va però ricordato – ha precisato Marchesi – che l'UDC ha già deciso come presentarsi alle prossime elezioni cantonali, e cioè con una propria lista. Lo ha deciso a inizio luglio. Oggi, sta lavorando la commissione cerca, che a breve proporrà alla direttiva la lista dei cinque nomi per il Consiglio di Stato. I lavori sono dunque già molto avanzati».
Un incontro, ha comunque detto Marchesi, «può certamente avvenire sui temi. Ricordo che a fine settembre si voterà sull'iniziativa per la neutralità, dove i due partiti sono dalla stessa parte. Lo stesso vale per l'iniziativa sui dipendenti cantonali, sostenuta anche dal Mattino. E poi ci sono gli accordi con l'Unione Europea: siamo i due partiti in Ticino fermamente contrari».
Evidentemente, ha chiosato il presidente dell'UDC, «c'è spazio anche per discutere di un'alleanza in vista delle Federali e delle Comunali, dove da una parte l'UDC ha degli interessi e dall'altra li ha la Lega. Penso in modo particolare a Lugano, ma non solo. Ci siederemo, dunque, certamente al tavolo. Ma per le elezioni cantonali mi sembra che la rotta sia già piuttosto tracciata».

