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Politica
Marchesi al Territorio, spaccatura tra economia ed ecologisti
©MIRKO AQUILINO
©MIRKO AQUILINO
L'ingresso di Piero Marchesi spacca la società civile. Scettici gli ambientalisti, fiduciosa invece l'economia. «Qualità della spesa da rivedere, ma con Marchesi siamo allineati», sostiene la Camera di Commercio. Lo spostamento a destra preoccupa il fronte rossoverde.

«La visione tra me, a livello soprattutto ambientale, e Marchesi è abbastanza lontana», afferma Anna Biscossa per i Cittadini per il Territorio. «Marchesi ha anche una sensibilità economica, non si può avere solo una sensibilità ecologica e lasciar perdere la parte economica», sostiene invece Andrea Gehri, presidente della Camera di Commercio. Tra chi vede di buon occhio, dunque, lo scossone alla guida del Dipartimento del Territorio, chi invece è sensibilmente preoccupato. Queste essenzialmente sono le visioni contrapposte dell’ambiente economico e di quello ecologista sull’avvicendamento al DT tra Claudio Zali e Piero Marchesi.

«UDC per volontà popolare? Non con la tassa di collegamento»

La spaccatura tra le due figure politiche ha infatti lunga data. Dal «siete nulli», bordata lanciata proprio agli esponenti UDC da parte del ministro leghista sul tema del tram treno del Luganese al «mi sento politicamente più vicino a I Verdi che all’UDC», ribadito alla Domenica del Corriere nell’ambito dell’alleanza demo-leghista. In tal senso, la strizzata d’occhio di Zali alle sensibilità ecologiste ha fatto avvicinare le due parti e, di conseguenza, sottolineato la spaccatura con l’UDC. «Sicuramente (Claudio Zali, ndr) era più verde di Marchesi, quello è poco ma sicuro«, sostiene Anna Biscossa. »Devo dire che per il Ticino ha fatto alcune scelte molto importanti. Marchesi vedremo. Io spero che da un lato rispetti la volontà popolare, perché l'UDC dice sempre che è molto attento alla volontà popolare, però ad esempio per la tassa di collegamento, che è stata votata dal popolo, è stato il primo opporsi alla sua introduzione».

Economia: «Con Zali non c'era dialogo»

A capo del Dipartimento del Territorio, destino vuole o meglio politica vuole, c’è proprio Piero Marchesi. Come cambierà è ancora da vedere. Quel che è certo è che Zali e Marchesi erano divisi su diversi temi, come, citata da Biscossa, sulla tassa di collegamento. Una misura voluta da Zali e criticata sia dall’UDC che dagli ambienti economici. Non solo, Zali si è sempre schierato dalla parte del lupo, mentre l’UDC con gli allevatori. Democentristi più attenti al rigore finanziario, mentre Zali alla concretezza sulle grandi opere infrastrutturali. Un tema, quello del rigore finanziario, condiviso anche da Gehri: «Si parte dal presupposto che bisogna comunque andare a rivedere la qualità della spesa che si propone al cittadino. Noi abbiamo chiaramente la sensazione che il governo questo esercizio non l'abbia fatto. Mi auspico che sotto la spinta di Marchesi, che evidentemente è allineato su certi aspetti con noi, si possa fare un passo deciso in avanti». Dialogo che con Zali non c’era. «Mi sembra che non ci fosse purtroppo dialogo. E quindi questo è un tema aperto. Noi auspichiamo che ci sia un maggior dialogo con il governo, indipendentemente di destra o di sinistra. Noi come economia siamo aperti a sederci al tavolo con il governo, con le parti sociali, per trovare delle soluzioni che siano funzionali al nostro Canton Ticino».

«Governo sempre più a destra»

Un Governo sempre più a destra, situazione che preoccupa Anna Biscossa: «In questo momento c'è uno spostamento a destra del Consiglio di Stato. Certo che sono preoccupata, certo. Magari pronta a ricredermi, per l'amor di Dio. Quando dovessimo accorgerci che, al di là delle dichiarazioni, come, mi conceda, propaganda, nel concreto poi le cose vengono fatte diversamente, con serietà e in modo assolutamente aderente a quelli che sono i bisogni del territorio, sarò la prima pronta a ricredersi».