
Il Partito Socialista non può permettersi battute di arresto. È l’esortazione uscita dal comitato cantonale PS tenutosi ieri sera Lugano, appuntamento volto soprattutto a formulare una valutazione dopo le recenti elezioni comunali. Una perdita di consensi c’è stata secondo quanto hanno detto domenica le urne. Per il presidente cantonale Manuele Bertoli occorre con urgenza che il partito si ricompatti, bocciando innanzitutto l’iniziativa fiscale della lega, in votazione il prossimo 1° giugno. Schierandosi contro l'iniziativa - definita "pericolosa, che va combattuta per evitare di ritrovarci a dover fronteggiare tagli importanti in futuro" - per il PS è un'occasione per tornare a giocare il proprio ruolo, dopo l'esito delle votazioni negli esecutivi di Lugano e di Bellinzona.Il presidente PS si è poi posto la domanda su cosa sia dettato il successo in politica. Chiara la risposta che si è dato: "Difficile sostenere che in questa fase sia la credibilità a essere premiata, come difficile mi pare sia negare che la spettacolarizzazione e la mediatizzazione della politica, o meglio di alcuni temi politici, non giochi un ruolo rilevante".La sinistra oggi deve impegnarsi nel ruolo della comunicazione: dovrà "saper comunicare meglio" ma senza tralasciare un approccio serio alle tematiche politiche cantonali.In atto di cambiamento il PD ha rinnovato il proprio gruppo dirigenziale: i nuovi vicepresidenti sono Pelin Kandemir Bordoli (Bellinzona) e Alberto Leggeri (Lugano). Oltre al presidente Manuele Bertoli, la Direzione è composta da altri sette membri: Igor Cima, Ivo Durisch, Tatiana Lurati, Ronnie Moretti, Roberto Sandrinelli, Mauro Tettamanti e Cristina Zanini Barzaghi. I due membri della Commissione di revisione sono: Ateo Carobbio e Carla Cugini.
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