
Manovra di risanamento: la Lega passa all'opposizione. O almeno, stando ai beninformati, questo è l'intenzione emersa dall'ultima riunione del gruppo parlamentare. Ma andiamo con ordine: martedì prossimo in Commissione della gestione i partiti di Governo dovranno far sapere se intendono, tutti insieme, prendersi la responsabilità del manovrone da 185 milioni di franchi.
La disponibilità di PPD e PLR in linea di massima c'è. Secondo il PS, piuttosto scettico, è prematuro decidere ora. E la Lega? La Lega si è trovata in via Monte Boglia un paio di giorni fa per discutere il da farsi. I consiglieri di Stato hanno illustrato ai deputati del movimento le misure più corpose. Si è discusso e sembrava proprio che all'interno del movimento prevalesse una linea favorevole al risanamento. Al massimo si poteva pensare di inserire qualche altra misura di stampo leghista, nulla di più.
Ma in ogni storia che si rispetti prima o poi arriva il colpo di scena: e così, quando a fine serata si è arrivati ad un voto, eccolo; la maggioranza dei parlamentari ancora seduta attorno al tavolo, si è espressa contro la manovra. Insomma: se prima era solo il coordinatore a minacciare un'opposizione, ora c'è il voto del gruppo parlamentare. O almeno di una parte. Lega di Governo versus Lega d'opposizione. La faccenda non è nuova, la spaccatura è reale.
Visto che al momento del voto erano presenti la metà dei deputati, che la Lega ha pur sempre la maggioranza relativa in Consiglio di Stato, che alcuni premono perché il movimento si assuma la responsabilità del risanamento assieme agli altri partiti, non è chiaro cosa faranno i commissari il prossimo martedì. L'ideale sarebbe tergiversare. Ma farlo fino al 5 giugno, quando con il voto sulla tassa di collegamento, le bocce saranno ferme, sarà difficile. Perché un conto è l'ideale, un altro è la politica. E gli altri partiti cercheranno di forzare la mano per costringere il movimento ad uscire allo scoperto.
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